E’ fuori dubbio un piatto invernale per eccellenza, uno di quei piatti adatti per celebrare i giorni della merla ed è sicuramente uno dei piatti più conosciuti e rappresentativi della gastronomia ungherese, che vanta molte imitazioni sia in Europa che oltreoceano.
La sua fortuna è sicuramente dovuta al fatto che il gulash è un piatto, sì abbastanza laborioso da preparare, ma anche molto saporito e particolare grazie all'accostamento della carne di vitello con la cipolla, il pomodoro e soprattutto la paprika, regina della cucina ungherese in generale e senza la quale il gulash non sarebbe gulash. Non immaginatevi uno “spezzatino” piccante perché c’è la paprika: in ungherese paprika vuol dire peperone non cosa piccante che manda a fuoco la lingua! Secondo la tradizione la ricetta è assolutamente povera visto che risale al periodo in cui i mandriani (i gulyàs) si spostavano dalla Puszta all’estero per portare la carne di manzo nei vari mercati e cucinavano appunto questo spezzatino di carne che non contiene farina proprio per lo stesso motivo.
Ma come spesso accade, con il passare del tempo, la minestra dei mandriani, dalla prateria arrivò ad essere conosciuta dalle famiglie borghesi e a riscuotere il grande successo che ha portato il gulash a diventare il piatto tradizionale ungherese per eccellenza.
Questi sono gli ingredienti per quattro persone:
-800 g di polpa di spalla di vitello
-1 litro di brodo di carne
-1 carota
-400 g di patate
-400 g di cipolle
-1 spicchio d’aglio
-1 pomodoro
-1 peperone verde
-1 peperone rosso
-1 cucchiaio di cumino in polvere
-1 cucchiaio di paprika dolce in polvere
-1 noce di burro
-olio d’oliva q.b.
-sale q.b.
PREPARAZIONE: mondate e tagliate le cipolle a fettine e fatele appassire in un tegame capiente con il burro e l’olio per circa 15 minuti, quindi aggiungete l’aglio schiacciato, la carota a dadini e il cumino. Tagliate la carne a cubetti di circa 3 centimetri di lato e fatela rosolare insieme alle cipolle. Unite la paprika, aggiustate di sale, mescolate bene e lasciate cuocere a fuoco basso per circa 1 ora coprendo con un coperchio e mescolando di tanto in tanto. Aggiungete un po’ di brodo se la carne si asciuga troppo. Sbucciate e tagliate le patate a cubetti, tagliate anche il pomodoro a cubi dopo aver tolto i semi e allo stesso modo tagliate anche i peperoni, sempre senza semi. Trascorsa l’ora di cottura aggiungete pomodoro e peperoni alla carne e coprite con il brodo lasciando cuocere per un’ora quindi aggiungete anche le patate e il restante brodo lasciando cuocere per altri 45 minuti.
Assaggiate, salate se necessario e servite caldissimo facendo in modo che sia denso e cremoso.
ABBINAMENTO VINO: consiglio un Bolgheri Rosso Doc, un esclusivo vino rosso prodotto in provincia di Livorno. La zona e i paesaggi sono quelli tipici dell’alta maremma toscana, luoghi particolarmente famosi perché cantati anche dai versi del poeta Carducci.
Le caratteristiche organolettiche di questo vino sono:
-colore: da rosso rubino a granato
-profumo: fresco di frutti rossi, vinoso
-sapore: asciutto, armonico, buona acidità e persistenza
Commentiscrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce
Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter
...
Dentro la notiziaLa newsletter del giornale La Voce
LA VOCE DEL CANAVESE Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.