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27 Aprile 2026 - 09:31
Lanzo ricorda i suoi Caduti della Resistenza con una nuova targa al Memoriale
C’è una memoria che non resta confinata nei libri, ma torna visibile nei luoghi della comunità. A Lanzo Torinese le celebrazioni del 25 Aprile hanno assunto quest’anno un significato ancora più profondo con l’inaugurazione di una nuova targa dedicata ai Caduti lanzesi della Resistenza, collocata all’ingresso del Memoriale per la Libertà, nel cimitero cittadino.
La cerimonia si è inserita nel programma che ha ricordato anche il 50° anniversario della Medaglia d’Argento al Valor Militare, conferita nel 1976 per il contributo della popolazione e dei partigiani locali alla lotta contro il nazifascismo. Un riconoscimento che lega in modo permanente il territorio alla storia della Resistenza e alla nascita della democrazia italiana.
Dopo il momento istituzionale al Monumento ai Caduti, il corteo – accompagnato dalla Banda Musicale – ha attraversato la città fino al cimitero. Qui, davanti al Memoriale, si è svolto il momento più significativo: la scoperta della targa con i nomi dei lanzesi morti tra il 1943 e il 1945. Un elenco che non è solo memoria storica, ma racconto di vite e scelte.
«Dietro ogni nome non c’è solo un elenco, ma una storia», ha sottolineato il vicesindaco Fabrizio Casassa, ricordando come leggere quei nomi significhi restituire identità a chi ha contribuito alla libertà del Paese. La targa, voluta dal Centro di Documentazione “Nicola Grosa”, è stata posizionata all’esterno proprio per renderla visibile a tutti, trasformando la memoria in patrimonio condiviso e quotidiano.
Il Memoriale stesso affonda le sue radici negli anni Sessanta: fu infatti realizzato nel 1966 su impulso dell’amministrazione guidata dal sindaco Mario Cabodi e progettato dall’architetto Nicolao Galizia. Nel tempo è diventato un punto di riferimento per la comunità, arricchito nel 2016 dalla targa con le parole di Piero Calamandrei, che collegano idealmente la Resistenza alla nascita della Costituzione.
«Quando la storia si lega a nomi e cognomi, smette di essere lontana», ha spiegato Anna Maria Nepote Valentin, presidente del Centro di Documentazione. Un modo per riportare il passato dentro il presente, ricordando che quei giovani partigiani erano cittadini del territorio, con vite e progetti interrotti dalla guerra.
Le celebrazioni sono proseguite al LanzoIncontra, dove gli studenti dell’istituto Federico Albert hanno dedicato un momento alle 21 Madri Costituenti, protagoniste della stagione che portò alla nascita della Repubblica. Un richiamo al 1946, quando le donne votarono per la prima volta e entrarono nelle istituzioni, contribuendo in modo decisivo alla stesura della Costituzione.
Nel suo intervento, il sindaco Fabrizio Vottero ha richiamato il valore attuale della ricorrenza, legando passato e presente. «La libertà e la giustizia sociale sono inseparabili», ha ricordato, sottolineando come i diritti di oggi siano il risultato di sacrifici e scelte coraggiose. Il primo cittadino ha anche voluto ricordare Beppe Perucca, storico capogruppo degli Alpini, recentemente scomparso, punto di riferimento per la comunità lanzese.
Il 25 Aprile, a Lanzo, si conferma così non solo come celebrazione, ma come momento di riflessione civile. Un’occasione per ribadire che la libertà non è un dato acquisito, ma un impegno quotidiano che richiede consapevolezza e responsabilità.
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