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Riscoprire Montale a Cirié

Dalla classe al viale: la 2AEE trasforma le lezioni su Montale in una caccia fotografica ai varchi di speranza nel paesaggio urbano

Riscoprire Montale a Cirié

Riscoprire Montale a Cirié

Riceviamo e pubblichiamo questo lavoro dei ragazzi della 2AEE del'Istituto Tommaso D'Oria di Ciriè.

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Venerdì 13 marzo i ragazzi della 2AEE hanno svestito i panni degli studenti "da banco" per indossare quelli di cercatori di senso tra le pieghe del nostro paesaggio urbano.

L’occasione? Un’uscita didattica nata da una sfida: ritrovare le tracce del "male di vivere" montaliano non tra i muretti a secco della Liguria degli anni '20, ma intorno a noi.

Abbiamo iniziato analizzando in classe i versi immortali di Meriggiare pallido e assorto. Montale ci parla di un sole che "abbaglia", di un paesaggio arido che diventa specchio dell'anima. Ma è l’immagine finale quella che ha colpito di più i ragazzi: quella muraglia insormontabile, coronata da "cocci aguzzi di bottiglia", che separa l'uomo dalla comprensione profonda della vita.

Percorrendo il bellissimo viale alberato gli studenti, a piccoli gruppi, dovevano scattare alcune foto che rappresentassero i concetti montaliani nel mondo moderno; una volta tornati in classe assemblare il materiale e scrivere una breve poesia a corredo della foto scelta.

Il Male di Vivere oggi: Non sono servite grandi ricerche. Lo hanno visto nei segnali stradali arrugginiti, nelle rete metalliche divelte di un vecchio cantiere, nelle crepe dell'asfalto dove non cresce nulla, nei bicchieri abbandonati sulle panchine.

Ecco una loro poesia: “Tra le maglie fredde dell’esclusione,
il giallo esplode come una
crepa nel cemento. Non chiedono permesso, questi petali: sono il
varco, la luce che tradisce la muraglia.”

Ma Montale non è solo rassegnazione. È, soprattutto, l'attesa di un "varco": quella maglia rotta nella rete, quell'imprevisto che permette di evadere dalla prigione dell'esistenza e intravedere la verità.

Cercare il varco nel paesaggio circostante è stato l'esercizio più creativo. I ragazzi hanno fotografato e annotato: alcuni narcisi che spuntavano tra macerie e reti metalliche, un chiodo arrugginito incastrato nella corteccia di un albero e altro ancora.

Questa uscita non è stata solo una passeggiata. È stata la dimostrazione che i classici possono essere, o meglio sono, lenti d'ingrandimento per leggere la realtà.

Camminando, la "triste maraviglia" di Montale è diventata consapevolezza. I ragazzi hanno capito che il paesaggio che li circonda non è solo sfondo, ma un testo da interpretare. Il loro compito — come giovani e come cittadini — è continuare a cercare quel punto debole della catena, quel varco che permetta di guardare oltre.

Perché, come ci ha insegnato il poeta, è proprio dove il muro sembra più invalicabile che si nasconde la possibilità di una scoperta.

I ragazzi della 2AEE (IIS Tommaso D’Oria)
e la loro insegnante Prof.ssa Paola Silvestro

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