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25 Aprile 2026 - 16:28
Il carabiniere più anziano d’Italia compie 108 anni
Ha attraversato un secolo di storia italiana, dalla monarchia alla Repubblica, dalla guerra alla ricostruzione. Il maresciallo Renato Quaglia ha compiuto 108 anni, confermandosi il carabiniere più anziano d’Italia. Un traguardo eccezionale celebrato nella residenza per anziani “Fondazione Opera Pia Garelli” di Garessio, dove vive.
Per l’occasione, il comandante provinciale dei carabinieri di Cuneo, colonnello Marco Piras, ha voluto rendergli omaggio con una visita ufficiale, accompagnato dai comandanti della compagnia di Mondovì e della stazione locale. Un momento solenne ma anche profondamente umano, che ha riaffermato il legame tra l’Arma e uno dei suoi uomini simbolo.
Nato nel 1918 a Cerrina Monferrato, nell’Alessandrino, Renato Quaglia si arruolò nei Reali Carabinieri nel 1937. Due anni dopo l’Europa sarebbe stata travolta dalla guerra. Inviato in Albania, combatté per circa sei mesi al fianco degli alpini della divisione “Julia”, condividendo con loro le difficoltà del fronte balcanico.
Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 fu catturato dalle truppe tedesche e deportato nello Stalag III-C, campo di prigionia situato a circa 80 chilometri da Berlino. Un’esperienza segnata da privazioni e sofferenze, comune a migliaia di militari italiani internati, che costituisce una delle pagine più dure della sua lunga vita.
Rientrato in Italia al termine del conflitto, proseguì la carriera nell’Arma fino al congedo, maturato dopo circa 25 anni di servizio. Un percorso costruito su disciplina, senso del dovere e fedeltà alle istituzioni, mai venuti meno neppure con il passare del tempo.
Ancora oggi, a oltre un secolo di età, quel legame resta intatto. “Alla presenza del colonnello Marco Piras – sottolinea il comando provinciale di Cuneo – Renato Quaglia si è alzato in piedi in segno di rispetto verso i superiori”, un gesto semplice ma potente, che ha colpito i presenti e che racconta più di ogni parola l’attaccamento ai valori dell’Arma.
A rendere ancora più significativo l’anniversario è stato anche il messaggio ufficiale inviato da Emanuele Filiberto di Savoia, duca di Savoia e principe di Piemonte e di Venezia. Nella lettera, datata Ginevra 25 aprile, ha espresso “i più sinceri e deferenti auguri, uniti a profonda stima e riconoscenza”, definendo la lunga esistenza del maresciallo “viva e luminosa testimonianza di fedeltà, onore e incrollabile dedizione alla Corona e alla Patria”.
Nel messaggio, Emanuele Filiberto di Savoia ha anche ricordato un recente incontro con Renato Quaglia, sottolineandone il valore simbolico come Guardia d’Onore tra le più longeve d’Italia e custode di una memoria storica che attraversa generazioni.
Al termine della visita, il colonnello Marco Piras ha consegnato al maresciallo un dono simbolico inviato direttamente dal comandante generale dell’Arma, a suggello di “un legame indissolubile tra l’Arma e i suoi membri più anziani, custodi della memoria e dei valori del Paese”.
Un riconoscimento che va oltre il compleanno: quello di Renato Quaglia è il racconto vivente di un’Italia che resiste, ricorda e continua a onorare chi ha servito lo Stato con lealtà.
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