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24 Aprile 2026 - 11:09
Dalle Valli di Lanzo parte un progetto per rilanciare i boschi: “Hug Foreste”
Dai mesi difficili della pandemia a un progetto che guarda lontano, fino a coinvolgere l’intero territorio nazionale. Nasce così Hug Foreste, un’iniziativa che parte dalle Valli di Lanzo e si propone di ridisegnare il rapporto tra comunità e patrimonio boschivo, trasformando i boschi da risorsa marginale a leva strategica per lo sviluppo.
L’idea porta la firma di Matteo Emanuele Maino, originario di Ciriè e profondamente legato alle vallate piemontesi. Un legame personale che si è tradotto in una visione: riportare al centro il valore delle foreste, non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico e sociale. Dopo una prima presentazione a livello nazionale, il progetto si prepara ora a sbarcare ufficialmente in Piemonte, con le Valli di Lanzo individuate come una delle tre aree pilota insieme a Friuli e Campania.
La scelta del territorio non è casuale. Qui si concentrano alcune delle condizioni ideali per sperimentare un modello innovativo: una vasta estensione di aree forestali, una tradizione consolidata nella lavorazione del legno e la presenza, a fondovalle, di infrastrutture e realtà produttive già operative. Un sistema che, se adeguatamente valorizzato, può diventare il punto di partenza per una filiera efficiente e sostenibile.
Il cuore del progetto è proprio questo: costruire una filiera del legno a chilometro zero, capace di generare valore sul territorio e ridurre la dipendenza da risorse esterne. Un obiettivo che si inserisce in una strategia più ampia, orientata a contrastare lo spopolamento delle aree montane. Negli ultimi decenni, molte vallate alpine hanno visto ridursi progressivamente la popolazione, con conseguenze evidenti sul tessuto economico e sociale.
Hug Foreste prova a invertire questa tendenza, creando nuove opportunità di lavoro legate alla gestione e alla valorizzazione dei boschi. Non solo taglio e lavorazione del legname, ma anche servizi, formazione e attività connesse. In questo senso, il progetto recupera mestieri tradizionali che rischiano di scomparire, integrandoli con competenze moderne e tecnologie innovative.
Il modello operativo si sviluppa su tre livelli. Il primo è quello fisico, con la creazione di hub territoriali dedicati alla raccolta, lavorazione e distribuzione del legno. Strutture che fungono da punto di riferimento per operatori e imprese, facilitando l’organizzazione della filiera.

Accanto a questo, c’è una componente digitale, pensata per garantire tracciabilità e trasparenza. Attraverso strumenti tecnologici, sarà possibile monitorare ogni fase del processo, dalla gestione del bosco fino al prodotto finale. Un aspetto sempre più rilevante in un contesto in cui sostenibilità e certificazione diventano elementi chiave.
Il terzo pilastro è quello sociale. Il progetto prevede attività di formazione, coinvolgimento delle scuole e collaborazioni con enti locali, con l’obiettivo di creare una rete capace di sostenere lo sviluppo nel lungo periodo. Non solo economia, quindi, ma anche comunità.
In questo quadro, le Valli di Lanzo assumono un ruolo centrale. La loro vicinanza a Torino rappresenta un ulteriore punto di forza, permettendo di creare un collegamento diretto tra area urbana e territorio montano. Una relazione che può favorire nuove forme di economia e di scambio, valorizzando le risorse locali.
Hug Foreste si inserisce in un dibattito più ampio sulla gestione del patrimonio forestale italiano. I boschi coprono una parte significativa del territorio nazionale, ma spesso restano poco utilizzati o gestiti in modo frammentato. Un paradosso, se si considera il potenziale economico e ambientale che rappresentano.
Il progetto propone una risposta concreta a questa sfida, puntando su un approccio integrato che unisce sostenibilità, innovazione e sviluppo locale. Non un intervento isolato, ma una strategia che mira a creare un sistema replicabile anche in altri contesti.
Per le comunità locali, si tratta di un’opportunità importante. La possibilità di trasformare una risorsa spesso trascurata in un motore di crescita può rappresentare un elemento decisivo per il futuro delle aree montane. Il percorso è appena iniziato, ma le premesse indicano una direzione chiara. Dalle Valli di Lanzo, un progetto nato in un momento di crisi prova oggi a costruire un nuovo modello di sviluppo, in cui i boschi tornano a essere protagonisti.
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