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Ivrea, i disegni dei bambini nella sala d’attesa della Radiologia

Presentato all’ospedale il progetto di umanizzazione degli spazi dell’Asl To4: poster sull’anatomia realizzati dagli studenti trasformano l’area in un ambiente più accogliente

Ivrea, i disegni dei bambini nella sala d’attesa della Radiologia

Ivrea, i disegni dei bambini nella sala d’attesa della Radiologia

È stato presentato nel pomeriggio di oggi, giovedì 23 aprile, presso la Radiologia dell’Ospedale di Ivrea, diretta dal dottor Alessandro Depaoli, un progetto di umanizzazione degli spazi sanitari che coinvolge gli alunni della scuola primaria di Viverone, dell’Istituto comprensivo di Cavaglià. All’incontro erano presenti il direttore generale dell’Asl To4, Luigi Vercellino, le insegnanti e alcuni studenti protagonisti dell’iniziativa.

Il progetto nasce da un’attività didattica rivolta alla classe quinta, sviluppata attraverso un gioco di ruolo: ai bambini è stato chiesto di aiutare un chirurgo immaginario, colpito da un’improvvisa perdita di memoria, a ripassare l’anatomia umana. Suddivisi in gruppi, gli alunni hanno realizzato poster a carattere scientifico e artistico, dedicati in particolare all’apparato locomotore e al sistema cardiovascolare.

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Gli elaborati sono stati stampati in grande formato e installati in modo permanente lungo le pareti della sala d’attesa della Radiologia, trasformando uno spazio di passaggio in un ambiente più accogliente. Oltre all’aspetto estetico, il progetto ha previsto l’utilizzo di metodologie didattiche trasversali, in particolare il cooperative learning, che ha favorito la collaborazione tra gli studenti e l’acquisizione di competenze condivise, promuovendo anche dinamiche di inclusione e sostegno reciproco.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di umanizzazione degli ambienti di cura promosso dall’Asl To4, con l’obiettivo di rendere gli spazi sanitari meno asettici e più vicini alla sensibilità delle persone. Secondo l’azienda sanitaria, interventi di questo tipo contribuiscono a ridurre lo stress dell’attesa e a migliorare il benessere psicologico di pazienti, familiari e operatori.

«Questo progetto dimostra come la collaborazione tra scuola e sanità possa generare valore per la comunità», ha commentato il direttore generale Vercellino, ringraziando insegnanti e studenti per il contributo offerto nel rendere più accogliente l’ospedale.

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Commenti all'articolo

  • Dadda10

    23 Aprile 2026 - 18:27

    Settimo Torinese, buco del culo del mondo,.....mi pare offensivo per tutti i Settimesi ....lei dove buco abita ?

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