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Celiachia, l’allarme sui costi: “Prodotti senza glutine troppo cari, servono interventi urgenti”

La consigliera Laura Pompeo (PD) chiede misure straordinarie alla Regione: spesa in crescita e prezzi fino a cinque volte più alti

Celiachia, l’allarme sui costi: “Prodotti senza glutine troppo cari, servono interventi urgenti”

Celiachia, l’allarme sui costi: “Prodotti senza glutine troppo cari, servono interventi urgenti”

Vivere con la celiachia in Piemonte significa fare i conti con una spesa sempre più pesante. Da qui l’appello alla Regione ad intervenire con misure straordinarie per alleggerire il costo degli alimenti senza glutine. A lanciarlo è la consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo, che ha presentato un atto di indirizzo in Consiglio regionale.

«In Piemonte convivere con la celiachia significa affrontare costi sempre più alti per alimenti indispensabili alla propria salute. Ho presentato un atto di indirizzo in Consiglio regionale per impegnare la Giunta a prevedere interventi immediati per abbattere i costi dei prodotti gluten-free, aiutando i pazienti e le loro famiglie», dichiara Laura Pompeo.

I numeri fotografano una situazione in crescita. Secondo la relazione annuale sulla celiachia del Ministero della Salute, nel 2024 la spesa complessiva del Piemonte per gli alimenti senza glutine ha raggiunto i 18,8 milioni di euro, con una media pro capite di 983,96 euro, superiore a quella nazionale. Negli ultimi quattro anni, evidenzia Pompeo, la spesa è aumentata del 20%, anche a causa dell’inflazione e dell’incremento delle diagnosi, che oggi coinvolgono oltre 19mila piemontesi.

Laura Pompeo

Laura Pompeo

«Una dieta senza glutine non è una scelta: è l’unica terapia possibile. E deve essere sostenibile», sottolinea la consigliera dem.

A pesare sono soprattutto i prezzi al consumo. I dati Nielsen indicano che pane, pasta e farine senza glutine costano da tre a cinque volte più rispetto ai prodotti tradizionali. Una differenza legata, secondo l’Associazione Italiana Celiachia, ai costi di produzione e alle dimensioni ancora limitate del mercato.

«Per questo non basta attendere un aggiornamento dei massimali ministeriali. La Regione può e deve intervenire sul lato dell’offerta, sostenendo le imprese che producono alimenti gluten-free e favorendo una riduzione reale dei prezzi», spiega Laura Pompeo.

Nel dettaglio, l’atto di indirizzo chiede alla Giunta regionale di farsi portavoce presso il Governo per l’azzeramento dell’Iva sui prodotti erogabili per celiaci, come già avviene in Spagna e Portogallo, di valutare una riduzione dell’aliquota Irap – nei limiti consentiti dalla normativa nazionale – per le aziende del settore, e di attivare un tavolo con produttori e grande distribuzione per definire un calmiere dei prezzi.

Tra le proposte anche la destinazione di risorse specifiche per ridurre i costi energetici e logistici delle imprese piemontesi. «Un calmiere statico rischierebbe di penalizzare le piccole aziende locali, mentre un modello dinamico e compensativo può davvero rendere sostenibile la dieta senza glutine, senza distorcere il mercato», conclude Laura Pompeo.

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