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Borgaro, mille carte d’identità da rinnovare: “Servono risposte chiare”

Intervento della capogruppo Cibrario Romanin: attenzione su organizzazione, tempi e tutele in vista della scadenza del 3 agosto che coinvolge circa mille cittadini

Borgaro, mille carte d’identità da rinnovare: “Servono risposte chiare”

A Borgaro Torinese torna al centro dell’attenzione il tema del rinnovo delle carte d’identità cartacee, con un intervento del gruppo consiliare di minoranza Uniti per Cambiare Borgaro e Villaretto che chiede maggiore chiarezza sull’organizzazione del servizio.

La questione riguarda circa mille cittadini chiamati a sostituire il documento entro il 3 agosto 2026, una scadenza fissata a livello nazionale e già nota da tempo.

Proprio su questo punto si concentra la riflessione della capogruppo Elisa Cibrario Romanin, che invita a guardare alla gestione complessiva del servizio: “una scadenza nota da tempo, che avrebbe richiesto una programmazione chiara, trasparente e supportata da atti formali".

Il tema è approdato in Consiglio comunale nelle scorse settimane, attraverso un’interrogazione rivolta all’assessorato ai Servizi Demografici. Dalla risposta ricevuta emergono alcuni dati sull’attività svolta nei mesi precedenti, in particolare sul numero di carte emesse, elementi che però, secondo la minoranza, non bastano a restituire un quadro completo.

“Restano aspetti fondamentali da chiarire”, osserva Cibrario Romanin, indicando tra questi la capacità operativa quotidiana dell’Ufficio Anagrafe, i tempi effettivi necessari per evadere le richieste e la tenuta dell’organizzazione nei mesi che precedono la scadenza estiva.

L’ufficio risulta aperto con continuità, con un ampliamento degli orari di accesso. Un elemento positivo, che però, nella lettura del gruppo consiliare, necessita di essere accompagnato da una pianificazione più strutturata.

"L’Anagrafe risulta formalmente aperta tutti i giorni - ha proseguito - ma l’estensione degli orari, se non accompagnata da
provvedimenti ufficiali e da una pianificazione verificabile, rischia di configurarsi come una gestione emergenziale,
non come una strategia strutturata".

Tra le preoccupazioni espresse c’è anche quella legata ai possibili disagi per i cittadini, soprattutto in presenza di un aumento delle richieste concentrato negli ultimi mesi.

“Esiste il rischio concreto che qualcuno possa trovarsi temporaneamente senza un documento valido”, evidenzia Cibrario Romanin, richiamando l’importanza di una stima precisa dei tempi e di strumenti organizzativi adeguati.

Da qui la richiesta all’amministrazione comunale di fornire elementi più dettagliati: quali eventuali misure straordinarie siano state adottate, quale sia la reale capacità del servizio e in che modo venga gestito il lavoro aggiuntivo, anche sotto il profilo delle tutele per il personale coinvolto.

"Il nostro obiettivo non è polemico - conclude - ma politico e istituzionale: garantire un servizio efficiente e sicuro ai cittadini,
senza scaricare sugli uffici e sul personale le conseguenze di una programmazione insufficiente".

Una richiesta di chiarimento che si inserisce nel confronto amministrativo sul funzionamento dei servizi comunali, in una fase in cui la gestione delle scadenze documentali coinvolge un numero significativo di residenti.

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