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23 Aprile 2026 - 09:43
Palazzetto dello sport di Gassino, svolta dopo vent'anni: “Il progetto c'è. Ora tocca al Comune”
Il futuro del palazzetto di via Diaz a Gassino Torinese entra in una fase nuova, tra entusiasmo, progetti e interrogativi ancora aperti. L’open day del 18 aprile ha riacceso l’attenzione su una struttura rimasta per anni ai margini, ma il lavoro, in realtà, era già iniziato da tempo. Dietro le quinte, infatti, l’ATP di Gassino aveva già messo nero su bianco una proposta concreta, presentata alla giunta comunale lo scorso 20 marzo.
«Eravamo già sul pezzo – spiega il direttore Alessandro Antonello –. Avevo chiesto un incontro e abbiamo portato una presentazione completa. La prima cosa che abbiamo voluto chiarire è che quello è a tutti gli effetti un palazzetto dello sport». Un punto tutt’altro che scontato, perché proprio su questo si è innestata parte della polemica degli ultimi mesi.
Il nodo, secondo Antonello, è tecnico prima ancora che politico. L’ultimo progetto depositato risale al 2007, quasi 20 anni fa, ed è firmato da uno studio specializzato esclusivamente in impianti sportivi, lo stesso che ha realizzato strutture analoghe in diversi comuni italiani, utilizzate anche per gare omologate. «Abbiamo fatto vedere al Comune esempi concreti, anche con immagini e confronti diretti – racconta – è lo stesso identico progetto replicato altrove».
A generare confusione, però, è stato un dettaglio non secondario: il campo da pallacanestro tracciato all’interno della struttura: «È più lungo e più largo del dovuto – spiega Antonello –, anche di più di uno di serie A. È chiaro che, entrando, sembra che non ci sia spazio per altro». Da qui l’idea diffusa che gli spalti non potessero essere realizzati. Una convinzione che, secondo l’ATP, non reggerebbe a una verifica più attenta: «Correggendo le misure, gli spazi ci sono. Il problema è solo come è stato disegnato il campo».

Il palazzetto durante l'open day del 18 aprile
Superato questo passaggio, la discussione si sposta sul futuro. L’ATP non si è limitata a una difesa dell’esistente, ma ha messo sul tavolo una proposta articolata, costruita insieme ad altre realtà del territorio. Accanto all’associazione sportiva, infatti, si sono unite Gassino Calcio, Anziani in movimento e Bussolino Sport, con l’obiettivo di creare una gestione condivisa dell’intera area: «Il nostro intento non è mai stato quello di prenderci uno spazio per noi – chiarisce Antonello – ma restituirlo alla comunità. Per questo abbiamo cercato di coinvolgere più associazioni possibili». Un coinvolgimento che ora potrebbe estendersi anche ad altre realtà sportive.
I numeri danno la misura dell’operazione: circa 820 atleti complessivi, destinati a crescere nel caso in cui il progetto venga esteso ad altre realtà. Non solo palazzetto, però. Il disegno riguarda l’intero comparto di via Diaz, con la possibilità di attivare fino a 14 discipline sportive. «Non parliamo solo di basket o pallavolo – sottolinea – ma di un’offerta ampia, che tenga insieme attività diverse e che renda davvero vivo lo spazio».
Una visione che punta anche sulla polifunzionalità. Quando non occupato dalle attività sportive, il palazzetto potrebbe ospitare eventi, concerti e manifestazioni.
Il confronto, però, resta aperto. Non mancano proposte alternative, alcune delle quali prevedono un utilizzo più settoriale della struttura, come per la ginnastica artistica. Segno che la partita è tutt’altro che chiusa e che le prossime settimane saranno decisive per capire quale direzione prenderà il progetto.
Il passaggio chiave sarà quello del bando comunale. Per accedere ai finanziamenti pubblici – regionali o nazionali – serve un progetto concreto, e oggi quel progetto esiste. Il Comune dovrà ora decidere come procedere: un’unica gara per tutta l’area oppure più lotti separati. In ogni caso, la gestione verrebbe poi affidata a soggetti esterni, come le associazioni che hanno già manifestato interesse.
«Adesso la palla è in mano al Comune – conclude Antonello – sono loro che devono scegliere come impostare il bando e che tempi darsi». Tempi che, al momento, restano incerti. Dopo anni decenni di immobilismo, il palazzetto di via Diaz è tornato al centro del dibattito. La differenza, oggi, è che per la prima volta non si parla solo di problemi, ma anche di possibili soluzioni.

Il palazzetto dall'esterno dopo i recenti lavori di pulizia
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