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Giorgieness lancia “Blocchiamo Tutto”: musica e militanza per Gaza e gli spazi sociali

Il nuovo singolo della cantautrice milanese, in uscita il 24 aprile, nasce dall’esperienza diretta nelle piazze e prende posizione sul conflitto a Gaza e sulla difesa degli spazi sociali torinesi

La cantautrice

Giorgia D'Eraclea, in arte Giorgieness

Il 24 aprile, a ridosso della Festa della Liberazione, è uscito su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radiofonica "Blocchiamo Tutto" (Sound To Be/ADA), il nuovo singolo di  Giorgieness, progetto musicale di Giorgia D’Eraclea. Il brano rappresenta un’evoluzione politica della cantautrice, nata dalla partecipazione diretta ai movimenti di protesta e dalla volontà di rompere il silenzio sul conflitto a Gaza. 

Sebbene originaria di Milano, classe '93, l'artista ha scelto Torino come propria base creativa e di vita, inserendosi attivamente nel tessuto dei movimenti e delle lotte dal basso che caratterizzano il capoluogo piemontese. "Blocchiamo Tutto" si configura come un resoconto in musica di questa militanza quotidiana, distanziandosi dal semplice slogan per farsi cronaca di una realtà vissuta in prima persona tra collettivi e piazze.

Oltre al sostegno alla causa palestinese, D'Eraclea ha scelto di dedicare questo brano anche alla resistenza degli spazi sociali torinesi, schierandosi apertamente contro la chiusura dello storico centro sociale Askatasuna. Per la cantautrice, la lotta per la libertà dei popoli e la difesa degli spazi di aggregazione dal basso sono parte di un unico percorso di resistenza.

"Negli ultimi anni quello che ho vissuto è stato lotta, resistenza e repressione. La mia famiglia l’ho trovata in piazza e negli spazi che resistono, come Askatasuna", sostiene Giorgia D'Eraclea. " "Blocchiamo Tutto" nasce dal bisogno di non restare ferma mentre tutto crolla. Si diventa un collettivo unito dietro uno striscione, sotto la pioggia e sotto il sole. E siamo davvero bloccati con il cuore in Palestina e insieme alle navi della Flotilla".

Giorgieness per la Palestina 

 

Per presentare il suo nuovo progetto, Giorgieness ha scelto gli spazi del centro culturale Comala di Torino, in Corso Francesco Ferrucci 65/a, dove darà vita a un evento che va ben oltre la semplice performance musicale. A partire dalle ore 21, la musica si alternerà a momenti di profondo dialogo artistico e civile, trasformando la serata in un’occasione di riflessione condivisa.

Sul palco, la cantautrice milanese ha eseguito dal vivo il nuovo brano "Blocchiamo Tutto", condividendo la scena con due figure centrali dell'attivismo contemporaneo: la street artist romana Laika, che ha firmato la copertina del singolo donando un volto grafico potente all'opera, e l'artista palestinese Tara, che ha presentato il suo brano "Diaspora", un'intensa indagine visiva e sonora sullo sradicamento del popolo palestinese. Sarà un incontro a più voci, capace di unire l'energia del live alla necessità di raccontare le urgenze del nostro tempo.

Insieme, le tre artiste uniranno i propri linguaggi per sensibilizzare il pubblico sulla Global Sumud Flotilla, la coalizione civile internazionale che sfida il blocco per portare aiuti umanitari nella Striscia.

La cantautrice Giorgieness

L’uscita del brano coincide con una settimana di forte valenza simbolica. Tra il 23 e il 25 aprile, in parallelo con le celebrazioni della Liberazione nazionale, si intensifica la mobilitazione nei maggiori porti italiani per il sostegno della popolazione palestinese. 

Essere una cantautrice, per me, significa prima di tutto essere una cittadina di questo Paese e del mondo. Ho sempre pensato di non saper scrivere musica politica, di limitarmi a raccontare storie", descrive Giorgieness, spiegando con forza le ragioni profonde che hanno portato alla nascita di questo brano, sottolineando la necessità di non restare neutrali. "Poi ho capito che raccontarle significa viverle e, negli ultimi anni, quello che ho vissuto è stato lotta, resistenza e repressione violenta".

Mentre in diverse città d'Italia cresce l’impegno per restituire centralità e valore a questa urgenza, gli organizzatori lanciano un appello alla vigilanza collettiva. L’obiettivo resta unico e concreto: garantire al popolo palestinese un sostegno umano che superi i confini geografici, scardinando le ipocrisie istituzionali e la lentezza di una burocrazia spesso di facciata.

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Il segno della resistenza per la Palestina 

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