AGGIORNAMENTI
Cerca
Attualità
22 Aprile 2026 - 11:06
Sarah Disabato del Movimento 5 Stelle
«Gli animali non sono bersagli». Parte da qui l’intervento della capogruppo regionale del M5S Sarah Disabato, che chiede chiarezza su quanto accaduto il 20 aprile tra Caselle e Borgaro, dove decine di piccioni sono stati uccisi o feriti in piena area abitata.
La scena che si sono trovati davanti i volontari delle associazioni Ali Urbane e Carrots Power non lascia spazio a interpretazioni.
Corpi sull’asfalto, altri animali ancora vivi ma incapaci di muoversi, colpiti e lasciati agonizzanti nei campi. Un intervento che, secondo quanto riferito alle associazioni, sarebbe stato condotto da una persona che avrebbe sparato senza alcuna segnalazione visibile o delimitazione dell’area, dichiarando poi di avere le autorizzazioni necessarie. Un punto, questo, su cui ora si concentrano le verifiche.
Il bilancio è pesante. Circa 50 carcasse recuperate e 25 animali ancora vivi, trasportati d’urgenza nelle cliniche veterinarie del territorio. A intervenire sono stati i volontari di Ali Urbane e Carrots Power, che si sono trovati a gestire una situazione estrema, tra animali in stato di shock, ferite da arma da fuoco, ali e arti compromessi. Cure immediate, interventi chirurgici, radiografie, terapie lunghe. Tutto concentrato in poche ore.

La scena che si è presentata agli occhi dei soccorritori
«La scena che i volontari si sono trovati davanti è agghiacciante», sottolinea Sarah Disabato, che parla senza mezzi termini di una vicenda che impone risposte rapide. «È indispensabile che le autorità facciano subito chiarezza su autorizzazioni, modalità operative e responsabilità». Il nodo è tutto qui: capire se quanto avvenuto rientri davvero in un’attività autorizzata o se ci si trovi di fronte a un’azione fuori da ogni perimetro normativo.
Perché anche nei casi di contenimento faunistico esistono regole precise. Sicurezza pubblica, segnalazioni, modalità operative. E soprattutto il rispetto del benessere animale. Elementi che, alla luce delle testimonianze raccolte, sembrano essere stati quantomeno messi in discussione.
«È inaccettabile che vengano meno il rispetto del benessere animale e le norme di sicurezza pubblica», insiste Disabato. «Gli animali non sono bersagli». Una posizione netta, che si inserisce in una vicenda destinata ad avere sviluppi anche sul piano formale: le associazioni stanno raccogliendo elementi per un esposto, mentre resta da chiarire anche un altro aspetto segnalato dai presenti, quello di animali raccolti e inseriti in sacchi senza la certezza che fossero già morti.
Nel frattempo, nelle cliniche veterinarie si lavora senza sosta. Venticinque animali ancora vivi, tutti in condizioni critiche. Una corsa contro il tempo che pesa sulle spalle di una rete di volontari che ora chiede aiuto anche sul piano economico per sostenere le cure.
La vicenda ha già superato il livello della cronaca. È diventata un caso politico e civile. E adesso pretende risposte precise, non versioni generiche.
Edicola digitale
I più letti
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.