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C’è futuro per l’ex “Albergo Miravalle” di Ceres

Dopo decenni di abbandono, lo storico albergo passa al Comune: serviranno risorse e coraggio per il recupero della struttura

Cartolina storica dell'ex Albergo Miravalle di Ceres

Cartolina storica dell'ex Albergo Miravalle di Ceres

Un grande edificio abbandonato e in evidente stato di degrado, di cui si scorge ancora perfettamente lo stile liberty, testimone di fasti e di un’epoca ormai lontani. È così che appare oggi l’ex Albergo Miravalle, ridotto a un’imponente struttura vistosamente compromessa, collocata nel centro storico di Ceres, a due passi dal campanile romanico di Santa Marcellina.

Le cartoline d’epoca testimoniano la grandezza della struttura ai tempi della sua inaugurazione, avvenuta nel 1870, quando rappresentava uno dei primi e più imponenti edifici in stile liberty della zona, simbolo eleganza e accoglienza. Fino al secondo dopoguerra e al boom economico, è stato una destinazione popolare per le vacanze, proseguita sino alla metà degli anni ’70 del secolo scorso, quando venne chiuso e definitivamente abbandonato, andando incontro a decenni di crescente degrado.

Il tentativo di riscrivere il futuro dell’edificio ha preso forma venerdì 17 aprile, presso la sala consiliare di Ceres, con la donazione dell’immobile al Comune da parte della società proprietaria. Questo momento non è solo un atto formale, ma segna un possibile cambio di rotta.

Alla firma del passaggio di proprietà hanno preso parte il sindaco Davide Eboli e l’avvocato Laruffa, in qualità di rappresentante della società donante, il quale ha sottolineato il valore simbolico della vicenda: “L’atto che oggi è stato sottoscritto rappresenta un momento di particolare significato, non soltanto sotto il profilo giuridico e amministrativo, ma anche sotto quello umano, storico e simbolico.”

Nel suo intervento, Laruffa ha ricordato il valore storico del Miravalle come luogo identitario e simbolo del turismo alpino tra Otto e Novecento, evidenziando il significato della donazione come restituzione alla collettività. Ha inoltre ringraziato il sindaco per la lungimiranza dimostrata e il dottor Aurelio Sanfilippo per il gesto compiuto.

“Oggi, dunque, non si conclude semplicemente un procedimento, ma si apre una prospettiva: quella di riportare al centro dell’attenzione un luogo simbolico, trasformandolo, nel tempo, da segno di abbandono a occasione di rinascita.”

Un momento della cerimonia di donazione dell'ex Albergo Miravalle

Anche il sindaco Davide Eboli ha rimarcato il valore dell’iniziativa: “La donazione dell’ex Grand Hotel Miravalle non è soltanto un atto formale: rappresenta qualcosa di molto più grande. È la restituzione di un simbolo.”

Il primo cittadino ha evidenziato le difficoltà legate al recupero della struttura, ma anche la volontà dell’amministrazione di avviare un percorso concreto per restituire l’edificio alla comunità, immaginandolo come spazio polivalente, culturale e sociale: “Credere che sia possibile trasformare un simbolo di abbandono in un’opportunità di rinascita. Credere che questo edificio possa tornare a essere parte attiva della vita ceresina. Perché la soddisfazione di restituire questo luogo alle persone, di farlo riscoprire ai giovani e rivivere per tutta la comunità, sarebbe qualcosa di straordinario. Da oggi inizia un percorso impegnativo, ma anche carico di significato. E lo affrontiamo con senso di responsabilità, ma anche con determinazione e fiducia nel futuro.

Il Miravalle torna così simbolicamente ai ceresini, ma la strada per la sua rinascita è ancora lunga e complessa, perché serviranno risorse, idee e tempo.  Intanto, però, qualcosa è cambiato e dopo anni di immobilità, una luce è tornata ad accendersi.

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