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21 Aprile 2026 - 19:09
C’è un modo concreto, silenzioso e sorprendentemente efficace di fare squadra tra mondo produttivo e territorio. Non passa dai convegni né dalle dichiarazioni d’intenti, ma da scarponi infangati, attrezzi in mano e sentieri da rimettere in sesto. È quello andato in scena giovedì 16 aprile a Coassolo, dove il gruppo manutenzione sentieri del Cai Lanzo ha dato vita a un esperimento tanto semplice quanto riuscito: lavorare fianco a fianco con i dipendenti di un’azienda privata, in questo caso la Suzuki Italia di Robassomero.
Il risultato? Quattro sentieri sistemati, messi in sicurezza e resi nuovamente fruibili. Ma soprattutto un modello di collaborazione che potrebbe fare scuola.
L’intervento ha riguardato ben quattro tracciati del territorio comunale, un’operazione tutt’altro che improvvisata. Dietro quella giornata c’è stata infatti una complessa fase di preparazione e organizzazione logistica, necessaria per coordinare un numero importante di persone: 12 partecipanti per ogni gruppo di lavoro, con squadre distribuite sui diversi percorsi da sistemare.
A guidare le operazioni, come sempre, l’esperienza dei volontari del Cai. Due di loro, in particolare, hanno avuto il compito cruciale di formare i partecipanti, insegnando non solo l’uso corretto dell’attrezzatura, ma anche le tecniche di intervento sui sentieri: dalla pulizia del fondo al taglio della vegetazione, fino alla sistemazione dei passaggi più critici.
È qui che l’iniziativa prende un valore che va oltre il semplice intervento ambientale. Perché non si è trattato solo di “dare una mano”, ma di trasmettere competenze, responsabilità e consapevolezza del territorio.
Determinante, in questo senso, il contributo della Suzuki Italia. L’azienda ha scelto di sostenere concretamente l’iniziativa, mettendo a disposizione ben 49 dipendenti, coinvolti direttamente nelle attività sui sentieri. Un impegno reso possibile anche attraverso una scelta non scontata: concedere permessi retribuiti durante l’orario di lavoro, permettendo così ai lavoratori di partecipare senza penalizzazioni.
Un segnale forte, che racconta di un’impresa capace di guardare oltre la produzione e di investire nel territorio in cui opera. Non solo con sponsorizzazioni o interventi economici, ma con la presenza fisica delle persone.
Accanto a loro, gli 8 volontari del Cai Lanzo, vera anima dell’iniziativa. Custodi di un sapere fatto di esperienza sul campo, conoscenza dei percorsi e attenzione per la sicurezza, hanno accompagnato ogni fase dell’intervento, trasformando una giornata di lavoro in un momento di crescita condivisa.
L’esperimento, come lo definiscono gli stessi organizzatori, ha dato esiti decisamente positivi. Non solo per il risultato tangibile — i sentieri ripristinati — ma per il clima che si è creato: collaborazione, spirito di squadra, voglia di mettersi in gioco. Elementi che raramente si incontrano in modo così spontaneo tra mondi diversi.
E proprio da qui potrebbe nascere qualcosa di più strutturato. Perché se è vero che la manutenzione dei sentieri è spesso affidata al volontariato, è altrettanto vero che il coinvolgimento delle aziende può rappresentare una risorsa strategica, capace di moltiplicare le energie e accelerare gli interventi.
In un territorio come quello delle Valli di Lanzo, dove la rete sentieristica è parte integrante dell’identità e dell’economia locale — tra escursionismo, turismo lento e valorizzazione ambientale — iniziative di questo tipo assumono un significato ancora più profondo.
Non è solo manutenzione. È cura del paesaggio, è responsabilità condivisa, è un modo concreto di restituire valore ai luoghi.
E alla fine della giornata, tra fatica e soddisfazione, resta anche un messaggio chiaro: quando pubblico, volontariato e impresa riescono a parlarsi — e soprattutto a lavorare insieme — il territorio non può che guadagnarci.



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