Linea dura in vista della sfida tra Juventus F.C. e Hellas Verona, in programma il prossimo 3 maggio all’Allianz Stadium. Il Prefetto di Torino ha disposto il divieto di vendita dei biglietti ai residenti nella provincia di Verona, con l’obiettivo di prevenire possibili disordini e garantire la sicurezza pubblica.
Il provvedimento nasce dalle valutazioni del Comitato di Analisi per la Sicurezza nelle Manifestazioni Sportive (C.A.S.M.S.) e del Questore di Torino, che hanno evidenziato un rischio concreto di turbative legate ai recenti scontri tra tifoserie avvenuti in città.
In particolare, la decisione arriva dopo quanto accaduto lo scorso 11 aprile al termine della partita Torino F.C. – Hellas Verona, quando gruppi di ultras granata e sostenitori veronesi si sono resi protagonisti di violenti scontri, anche con l’utilizzo di bastoni e cinture. In quell’occasione, sono stati arrestati, tra gli altri, sette tifosi del Verona.

Alla luce di questi episodi, il C.A.S.M.S., con la determinazione n. 18/2026 del 15 aprile, ha ritenuto “altamente probabile” il rischio di nuovi disordini, invitando il Prefetto ad adottare misure restrittive. Indicazione recepita dopo il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica del 16 aprile e la nota del Questore.
L’ordinanza prefettizia stabilisce quindi «il divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella provincia di Verona, ad esclusione dei possessori della fidelity card della Juventus FC, emessa in data anteriore al 31 marzo 2026 e contestuale annullamento dei biglietti eventualmente già venduti».
Una misura straordinaria, adottata – si legge nel decreto – per «assicurare la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica» e garantire il regolare svolgimento della partita, riducendo al minimo i rischi connessi all’evento sportivo.
Il provvedimento si fonda su una serie di norme nazionali in materia di sicurezza negli stadi, tra cui il decreto legge 24 febbraio 2003 n. 28 e successive modifiche, oltre al Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.
Il Questore di Torino è incaricato della notifica e dell’esecuzione del decreto. Contro il provvedimento è possibile presentare ricorso al Tar entro 60 giorni o, in alternativa, ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni.