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Alluvione, un anno dopo: i sindaci posano la targa sul ponte, la minoranza di Brusasco diserta. "Una passerella inutile"

Prevenzione e cantieri aperti, ma il dibattito si sposta sulla gestione post-emergenza

Alluvione, un anno dopo: i sindaci posano la targa sul ponte, la minoranza di Brusasco diserta. "Una passerella inutile"

Alluvione, un anno dopo: i sindaci posano la targa sul ponte, la minoranza di Brusasco diserta. "Una passerella inutile"

Un anno dopo l’alluvione che ha piegato il Chivassese, sul ponte tra Brusasco e Cavagnolo resta una domanda più che una risposta: la targa posata dalle amministrazioni comunali è memoria o passerella?

Una targa per ricordare l’alluvione del 16 e 17 aprile 2025 è stata scoperta venerdì scorso in via Martiri della Libertà, sul ponte del rio Trincavena tra i comuni di Brusasco e Cavagnolo, nel punto simbolo di due giorni che hanno messo in ginocchio il Chivassese. Un momento istituzionale, ma anche di bilancio: di quanto è accaduto e di ciò che, a distanza di un anno, è stato fatto – e resta ancora da fare.

Alla cerimonia hanno partecipato i sindaci Andrea Gavazza e Giulio Bosso, insieme al vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, che ha tracciato il quadro degli interventi realizzati. Dopo lo scoprimento della targa, nel piazzale ATC di Cavagnolo si sono alternati ricordi e dati, con un filo conduttore chiaro: trasformare l’emergenza in prevenzione.

I numeri restituiscono la portata di quei giorni drammatici per diversi territori della Città Metropolitana: 28,5 milioni di euro di danni, oltre 70 tra ponti e strade provinciali interrotti, 90 Comuni coinvolti. Nel giro di poche settimane furono attivati più di 70 interventi di somma urgenza, finanziati con oltre 5 milioni di euro, per riaprire collegamenti, mettere in sicurezza versanti e ripristinare condizioni minime di viabilità. Un lavoro tecnico e amministrativo concentrato in tempi strettissimi, tra verbali di urgenza, cantieri avviati e interventi complessi su tratti compromessi.

Da allora il fronte si è spostato sulla prevenzione. La Città metropolitana di Torino ha programmato 34 interventi per ridurre il rischio residuo, con un fabbisogno stimato in oltre 23 milioni di euro. Alcuni cantieri sono già conclusi, altri in corso o finanziati, tra consolidamenti, ricostruzioni e opere di ingegneria naturalistica lungo le arterie più fragili del territorio.

I numeri restituiscono la portata di quei giorni: 28,5 milioni di euro di danni, oltre 70 tra ponti e strade provinciali interrotti, 90 Comuni coinvolti. Nel giro di poche settimane furono attivati più di 70 interventi di somma urgenza, finanziati con oltre 5 milioni di euro, per riaprire collegamenti, mettere in sicurezza versanti e ripristinare condizioni minime di viabilità. Un lavoro concentrato in tempi strettissimi, tra cantieri aperti e interventi tecnicamente complessi.

Da allora il fronte si è spostato sulla prevenzione. La Città metropolitana di Torino ha programmato 34 interventi per ridurre il rischio residuo, con un fabbisogno stimato in oltre 23 milioni di euro. Alcuni cantieri sono già conclusi, altri in corso o finanziati, tra consolidamenti e opere di protezione.

La cerimonia nel piazzale ATC

In questo quadro si inserisce uno degli interventi più rilevanti annunciati proprio in queste settimane. «È stato finanziato (per circa un milione di euro, ndr) un importante intervento per la sicurezza del territorio: la realizzazione del bacino di laminazione sul Rio Trincavenna», è stato l'annuncio dei Comuni di Cavagnolo e Brusasco. Un’opera considerata strategica: «si tratta infatti di un’opera strutturale fondamentale per ridurre il rischio idrogeologico nelle aree duramente colpite dall’alluvione del 17 aprile scorso».

Il progetto nasce nei giorni immediatamente successivi all’emergenza, dalla visita del presidente Alberto Cirio e dai tavoli tecnici avviati a Torino. «Il progetto è frutto di un lavoro condiviso con il Comune di Brusasco», avevano spiegato dall’amministrazione guidata da Andrea Gavazza, rivendicando un percorso costruito insieme al sindaco Giulio Bosso. Il risultato è già quantificato: «900.000 euro per la protezione del centro abitato di Cavagnolo e Brusasco». Una cifra che colloca l’intervento tra i più consistenti a livello regionale: «l’intervento sul Rio Trincavenna risulta tra i progetti con il finanziamento più rilevante tra quelli individuati in Piemonte».

Ma se la cerimonia di venerdì 17 aprile ha segnato un momento di memoria condivisa, sul piano politico non sono mancate le frizioni. Il gruppo di minoranza “Per Brusasco e Marcorengo” di Anna Marolo, Carlo Giacometto e Daniele Testore, ha scelto di non partecipare e ha affidato a un post sui social una critica dura, rivolta tanto al gesto simbolico quanto alla gestione del dopo-alluvione.

«Tranquilli, stiamo tutti bene. Se qualcuno si è accorto della nostra assenza alla cerimonia di commemorazione dell’alluvione, la risposta è semplice: abbiamo deciso volontariamente di non esserci. Non per impegni di lavoro (anche se l’orario pomeridiano scelto non aiutava), ma perché non abbiamo ansia da passerelle buone per i social e, soprattutto, perché troviamo francamente inopportuno apporre una targa per “celebrare” un evento atmosferico che ha purtroppo causato danni ingenti e pesanti a tante famiglie e imprese».

La minoranza rivendica di aver proposto, subito dopo l’emergenza, un’iniziativa diversa: un riconoscimento civico per volontari e cittadini che si erano distinti durante i giorni più difficili. «Avevamo chiesto l’istituzione del “Sigillo Civico” del Comune di Brusasco… Risultato? Dodici mesi dopo: zero regolamenti, zero sigilli, zero riconoscimenti», si legge ancora nel post, che punta il dito anche sui ritardi nell’erogazione dei fondi raccolti per le famiglie colpite.

Nel mirino finisce quindi una scelta ritenuta più simbolica che sostanziale: «Un anno dopo i fatti il Comune di Brusasco si limita ad apporre una targa malinconica e a promuovere una manifestazione pubblica che le stesse famiglie coinvolte dall’alluvione giudicano fuori luogo». Da qui la rivendicazione politica: meglio investire sulla prevenzione, come nel caso dei finanziamenti regionali per i bacini di laminazione sul Rio Trincavenna, definiti «l’unica buona notizia di giornata».

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