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Lanzo, bilancio in equilibrio ma con poche risorse: “Numeri a posto, ma margini ridotti per il futuro”

Conti formalmente corretti, ma capacità di spesa limitata: l’opposizione chiede un cambio di passo

Lanzo, bilancio in equilibrio

Lanzo, bilancio in equilibrio ma con poche risorse: “Numeri a posto, ma margini ridotti per il futuro”

Conti in ordine sulla carta, ma con una disponibilità reale di risorse che resta ridotta. È questo il nodo emerso dal confronto sul rendiconto finanziario del Comune di Lanzo Torinese, al centro di un’interrogazione consiliare e della risposta fornita dall’Amministrazione. Un quadro che, pur non evidenziando criticità immediate, solleva interrogativi sulla capacità dell’ente di programmare il futuro.

A porre l’attenzione sul tema è il gruppo di minoranza “Lanzo per Noi”, che riconosce la correttezza formale dei dati, ma evidenzia una distanza significativa tra i numeri complessivi e le risorse effettivamente utilizzabili. Il dato più emblematico riguarda l’avanzo di amministrazione: oltre 2 milioni di euro nel rendiconto 2025, ma solo poco più di 200mila euro realmente disponibili. Una cifra che, secondo l’opposizione, risulta insufficiente per sostenere interventi strutturali in una cittadina come Lanzo.

“Il problema non è la correttezza formale dei conti, ma la reale capacità del Comune di disporre di risorse effettive”, osserva il capogruppo Matteo Filippin. Una distinzione che, nel linguaggio della contabilità pubblica, assume un peso decisivo. Gran parte dell’avanzo, infatti, è vincolata o accantonata per far fronte a rischi futuri, riducendo di fatto la quota spendibile.

Tra le voci che incidono maggiormente c’è il Fondo crediti di dubbia esigibilità, che supera 1 milione e 250mila euro. Si tratta di una riserva necessaria a coprire il rischio che una parte dei crediti del Comune non venga incassata. Un indicatore che segnala una fragilità strutturale: più il fondo è elevato, minore è la capacità dell’ente di utilizzare le proprie risorse per servizi e investimenti.

A questo si aggiunge la crescita dei residui attivi, cioè i crediti che il Comune vanta ma che non ha ancora incassato. Nel giro di un anno sono passati da 3,1 milioni a 3,56 milioni di euro, con un aumento del 15%. Un dato che evidenzia una difficoltà nel trasformare le entrate previste in liquidità concreta.

Ancora più marcato l’incremento dei residui passivi, le somme che l’ente deve pagare: da circa 1 milione a oltre 1,8 milioni di euro, con una crescita del 76%. Un segnale che può indicare tensioni nei flussi finanziari e una gestione complessa dei pagamenti.

Nel quadro complessivo restano elevati anche i crediti legati a tributi come IMU, TARI e sanzioni, con incassi che continuano a essere incerti. Un elemento che incide direttamente sulla solidità del bilancio e sulla capacità di programmazione.

L’Amministrazione, nella sua risposta, ha evidenziato anche aspetti positivi, come la riduzione dei vecchi crediti attraverso lo stralcio di oltre 320mila euro di residui non più esigibili. Un’operazione di “pulizia” contabile che rende il bilancio più aderente alla realtà.

Tuttavia, secondo l’opposizione, questo intervento non basta a risolvere il problema. “Mentre si cancellano vecchi residui, se ne creano di nuovi in misura ancora maggiore”, sottolinea Filippin. Il rischio, in questa lettura, è quello di spostare le criticità nel tempo senza affrontarle alla radice. Anche il revisore dei conti, pur esprimendo un parere favorevole, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una gestione prudente dei crediti. Un invito a monitorare con attenzione le entrate e a evitare squilibri futuri.

La sintesi proposta dal gruppo Lanzo per Noi è chiara: non si tratta di un bilancio in crisi, ma di un bilancio debole. Una situazione in cui l’equilibrio formale dei conti non si traduce automaticamente in capacità di azione.

Le conseguenze sono concrete. Margini ridotti significano minori possibilità di investire, di migliorare i servizi, di rispondere alle esigenze della comunità. In un contesto già segnato da vincoli normativi e da risorse limitate, ogni scelta diventa più complessa e richiede una gestione particolarmente attenta.

Il tema del bilancio, spesso percepito come tecnico, si riflette direttamente sulla qualità della vita dei cittadini. Dalla manutenzione delle infrastrutture alle politiche sociali, dalle attività culturali agli interventi sul territorio, tutto dipende dalla disponibilità effettiva di risorse.

Il confronto politico si concentra proprio su questo punto. Da un lato, l’Amministrazione rivendica la correttezza dei conti e il lavoro svolto per migliorare la trasparenza; dall’altro, l’opposizione chiede un cambio di passo per rafforzare la solidità reale del bilancio e aumentare la capacità di investimento.

“Dai numeri del bilancio dipende il futuro della città”, afferma Filippin, annunciando l’intenzione del gruppo di continuare a monitorare con attenzione l’andamento dei conti.

Il caso di Lanzo si inserisce in un quadro più ampio che riguarda molti Comuni italiani, alle prese con bilanci formalmente in equilibrio ma condizionati da vincoli e criticità strutturali. La sfida, in questi contesti, è quella di trasformare i dati contabili in politiche efficaci, capaci di rispondere ai bisogni del territorio.

Per Lanzo, il punto di partenza è chiaro: i conti reggono, ma la disponibilità reale di risorse resta limitata. Ed è su questo terreno che si giocherà la capacità dell’ente di guardare al futuro, trasformando un equilibrio formale in una reale possibilità di sviluppo.

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