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Campo appena rifatto già vandalizzato: reti distrutte all’area fieristica

Danni evidenti lungo tutto il perimetro: partite le procedure per individuare i responsabili

Campo appena rifatto già vandalizzato: reti distrutte all’area fieristica

Campo appena rifatto già vandalizzato: reti distrutte all’area fieristica

Il campo da calcio dell’area fieristica di Brandizzo è già di nuovo un problema. Le reti di recinzione sono state divelte, piegate, strappate in più punti. Basta guardarle: fili metallici contorti, varchi aperti, protezioni che non proteggono più.

Eppure lì, fino a pochi mesi fa, si era intervenuti. Tra gennaio e marzo 2024 l’impianto era stato riqualificato con un investimento da 40 mila euro. L’obiettivo dichiarato era semplice: restituire alla comunità uno spazio sicuro e utilizzabile. Oggi quella promessa è di nuovo incrinata.

Le immagini raccontano più di qualsiasi comunicato: la recinzione cede lungo il perimetro, in alcuni tratti è completamente sollevata da terra. Non è usura. Non è incuria progressiva. Sono danni netti, concentrati. Vandalismo, lo definisce l’Amministrazione.

E qui il punto si sposta. Perché non è solo una questione di reti rotte. È il solito corto circuito tra investimento pubblico e uso reale degli spazi. Si spendono risorse – e non poche – per riqualificare, e nel giro di settimane o mesi si torna al punto di partenza. Con una differenza: nel frattempo si sono consumati soldi, tempo, lavoro.

I danni alla rete del campo 

Dal Comune fanno sapere che si interverrà “quanto prima” per mettere in sicurezza l’area e ripristinarne l’utilizzo. Sono in corso anche le procedure per individuare i responsabili. Ma la domanda resta lì, sullo sfondo: quanto regge un intervento pubblico se manca un presidio sociale reale?

Perché ogni danneggiamento non è solo un atto contro una struttura. È un costo che ricade su tutti. Risorse che potevano finire altrove – manutenzioni, servizi, altri spazi – e che invece tornano a coprire lo stesso punto, da capo.

L’invito al senso civico arriva, come sempre, a valle. Giusto, necessario. Ma non basta più. Quando un impianto appena riqualificato finisce così, il problema non è solo chi rompe. È anche un territorio che non riesce a proteggere ciò che ha appena rimesso in piedi.

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