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Bollengo, il “Festival della Cicala” conquista il pubblico: sala gremita e giovani talenti protagonisti

Dalla chitarra di un quattordicenne alla fisarmonica d’autore: musica e territorio al centro della rassegna

Bollengo, il “Festival della Cicala”

Bollengo, il “Festival della Cicala” conquista il pubblico: sala gremita e giovani talenti protagonisti

La musica come racconto, come viaggio nel tempo e come occasione per valorizzare il territorio. È questa la cifra del “Festival della Cicala”, che domenica 19 aprile ha fatto registrare il tutto esaurito alla Sala Nuova Torre del Comune di Bollengo, confermando il successo di una rassegna ormai consolidata nel panorama culturale del Canavese.

Il secondo appuntamento dell’edizione 2026 ha ribadito gli obiettivi del progetto: raccontare la storia della musica attraverso l’ascolto, portare concerti nei comuni dell’Anfiteatro Morenico in collaborazione con l’Ecomuseo Ami e, soprattutto, dare spazio ai giovani talenti del territorio, in particolare quelli legati al Liceo Musicale di Rivarolo.

Una formula che funziona e che continua a raccogliere consensi. Il pubblico, numeroso e attento, ha seguito con partecipazione un programma capace di intrecciare divulgazione e spettacolo, grazie anche alla conduzione ironica e coinvolgente della musicologa Alice Fumero, affiancata dal sindaco di Bollengo Luigi Ricca.

Ad aprire il concerto è stato uno dei simboli della vocazione del festival: il giovane talento. Sul palco è salito il quattordicenne rivarolese Nicolò Simonetta, già noto al pubblico della rassegna. Scoperto proprio lo scorso anno nella stessa sala, il giovane chitarrista è tornato con una maturità artistica evidente, affrontando un brano impegnativo come “Asturias” di Isaac Albéniz.

Una prova che ha messo in luce una crescita significativa, frutto anche del lavoro con il suo insegnante Bishal Nigra, a sua volta emergente nel panorama musicale locale. Simonetta rappresenta oggi uno dei volti più promettenti della nuova generazione e il suo percorso proseguirà con nuovi appuntamenti, tra cui quello del 9 maggio nell’ambito del Salone Off 2026, dove sarà protagonista come solista con l’orchestra da camera del Liceo Musicale di Rivarolo.

Ma il cuore della serata è stato affidato all’esperienza e alla sensibilità artistica di Andrea Costamagna, protagonista di un’esibizione che ha saputo unire virtuosismo tecnico e capacità narrativa. Il musicista, tra i primi diplomati in fisarmonica, ha costruito un percorso musicale che ha attraversato epoche e stili, dal barocco di Johann Pachelbel fino alle sonorità moderne di Astor Piazzolla.

Non un semplice concerto, ma un vero e proprio racconto musicale, arricchito da aneddoti e riflessioni sugli autori eseguiti. Costamagna ha accompagnato il pubblico in un viaggio che ha superato i confini del tempo, alternando l’esecuzione dei brani a momenti di spiegazione storica, sempre con un tono brillante e accessibile.

Una delle caratteristiche più apprezzate della sua performance è stata la capacità di rendere comprensibile anche la complessità della musica, senza mai appesantire l’ascolto con tecnicismi. La fisarmonica, spesso associata al repertorio popolare, è diventata così uno strumento capace di esprimere raffinatezza e profondità, dimostrando le sue potenzialità in ambiti diversi.

Il legame tra Costamagna e il Liceo Musicale di Rivarolo è consolidato. Nel corso degli anni, il musicista ha collaborato con l’associazione in diverse occasioni, tra concerti e masterclass, contribuendo alla formazione di giovani musicisti e alla diffusione di una cultura musicale più ampia.

Il festival si conferma quindi come un laboratorio culturale, dove si incontrano generazioni diverse e si costruiscono percorsi di crescita artistica. Non solo spettacolo, ma anche formazione e valorizzazione del territorio, in una logica di rete che coinvolge comuni, istituzioni e associazioni.

La scelta di portare i concerti in diverse località dell’Anfiteatro Morenico risponde proprio a questa visione: creare un itinerario culturale che unisca musica e paesaggio, offrendo al pubblico l’opportunità di scoprire luoghi e storie attraverso l’arte.

Il prossimo appuntamento è già fissato per domenica 10 maggio, sempre alle 18, nella sala della Foresteria di Loranzé Alto. In programma il concerto “Mama Jazz” con Gabriele Guglielmi e Paolo Maggiora, introdotto dalla giovane violinista Erica Calcio-Gaudino, accompagnata al pianoforte da Gabriele Naretto.

Un nuovo tassello di una rassegna che continua a crescere, mantenendo saldo il proprio obiettivo: dimostrare che la musica può essere uno strumento di connessione, conoscenza e valorizzazione.

A Bollengo, ancora una volta, la risposta del pubblico ha confermato che la strada intrapresa è quella giusta. Un festival che, partendo da un territorio specifico, riesce a parlare a un pubblico sempre più ampio, portando sul palco storie, talenti e suoni capaci di attraversare il tempo.

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