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Un defibrillatore per salvare vite: il dono della famiglia Cresto Aleina a Lanzo

In piazza Rolle il primo DAE pubblico: “Non un ricordo, ma una speranza per tutti”

Un defibrillatore

Un defibrillatore per salvare vite: il dono della famiglia Cresto Aleina a Lanzo

Un gesto nato dal dolore che si trasforma in un presidio concreto per la vita. A Lanzo Torinese, nel cuore della città, da sabato 18 aprile è attivo un nuovo defibrillatore semiautomatico esterno, il primo installato in uno spazio pubblico e accessibile a chiunque, in qualsiasi momento. Si trova in piazza Rolle, uno dei luoghi più frequentati, a pochi passi dal salone LanzoIncontra e dall’area che ogni settimana ospita il mercato, scelta non casuale per garantire la massima accessibilità e rapidità di intervento in caso di emergenza.

Dietro questo dispositivo non c’è solo un’iniziativa istituzionale, ma una storia personale, segnata da una perdita improvvisa. Il defibrillatore è stato infatti donato dalla famiglia Cresto Aleina, che ha deciso di trasformare il lutto per la scomparsa prematura di Remo in un gesto rivolto all’intera comunità. Un atto che va oltre la memoria privata per diventare un investimento collettivo sulla sicurezza.

A seguito della prematura scomparsa di nostro fratello Remo, abbiamo deciso di donare un DAE alla città di Lanzo, con la speranza di aumentare la sicurezza nel nostro Comune”, spiegano i fratelli Gianni, Fabrizio, Mauro e Manuela. “Ci siamo accorti quanto sia fondamentale la tempestività del primo soccorso. Questa donazione non vuole essere un ricordo, ma, a nome suo, una speranza per tutti noi”.

Parole che raccontano una consapevolezza maturata nel momento più difficile, quando ogni secondo può fare la differenza tra la vita e la morte. Il defibrillatore, infatti, è uno strumento essenziale nelle situazioni di arresto cardiaco improvviso, una delle principali cause di morte nei Paesi occidentali. Intervenire nei primi minuti, anche prima dell’arrivo dei soccorsi, può aumentare in modo significativo le probabilità di sopravvivenza.

È proprio su questo concetto che si fonda la diffusione dei DAE nei luoghi pubblici: creare una rete capillare di dispositivi pronti all’uso, accompagnata da una crescente sensibilizzazione della popolazione. In questo senso, la scelta di collocare il defibrillatore in una posizione centrale e facilmente raggiungibile rappresenta un passaggio strategico.

Alla cerimonia di inaugurazione ha preso parte anche Marcello Segre, presidente dell’Associazione Italiana Cuore e Rianimazione “Lorenzo Greco Onlus”, realtà che ha supportato la famiglia nella donazione. Il Comune di Lanzo ha invece contribuito alla realizzazione dell’intervento attraverso l’acquisto e l’installazione della teca esterna, necessaria per garantire la conservazione e la disponibilità del dispositivo in ogni momento.

Presenti all’inaugurazione il sindaco Fabrizio Vottero, il vicesindaco Fabrizio Casassa e gli assessori Tina Assalto e Paolo Gisolo, a testimonianza di un’iniziativa che unisce istituzioni e cittadini in un obiettivo comune: rafforzare la sicurezza e la capacità di risposta alle emergenze.

Un sincero e grande ringraziamento ai familiari di Remo, a nome di tutta la comunità lanzese, per questo gesto di altruismo”, ha dichiarato il sindaco Vottero. “Si tratta di un dispositivo accessibile a tutti, nel cuore della nostra città. In una situazione di emergenza può fare la differenza e salvare una vita. Per ciascuno di noi c’è una sola responsabilità: non girarci dall’altra parte”.

Un richiamo diretto al senso civico, che accompagna sempre più spesso l’installazione di questi strumenti. Perché la presenza del defibrillatore, da sola, non basta: è fondamentale che i cittadini sappiano riconoscere le situazioni di emergenza e abbiano il coraggio di intervenire.

In questo quadro, il progetto di Lanzo si inserisce in un percorso più ampio che coinvolge sempre più comuni italiani, impegnati nella creazione di territori cardioprotetti. Un modello che punta a ridurre i tempi di intervento e a diffondere una cultura del primo soccorso, anche attraverso corsi di formazione e campagne di sensibilizzazione.

La vicenda della famiglia Cresto Aleina aggiunge a questo percorso una dimensione profondamente umana. Il dolore personale diventa così una leva per generare valore pubblico, trasformando una perdita in un’occasione di prevenzione e tutela per gli altri.

Non è un caso che, nelle parole dei familiari, emerga con forza il concetto di comunità. Il defibrillatore non è stato pensato come un simbolo privato, ma come uno strumento condiviso, capace di proteggere chiunque ne abbia bisogno, senza distinzioni.

La presenza della moglie Laura e del figlio Simone, citati con gratitudine dai fratelli, sottolinea ulteriormente il significato di questa scelta: un gesto collettivo, maturato all’interno della famiglia ma proiettato verso l’esterno, verso una città intera.

Oggi, in piazza Rolle, quel dispositivo è già parte della vita quotidiana. Invisibile nella routine, ma potenzialmente decisivo nei momenti più critici. Un presidio silenzioso, che racconta una storia di solidarietà, responsabilità e speranza.

E che ricorda, a chi passa davanti a quella teca, che la sicurezza di una comunità non dipende solo dalle istituzioni, ma anche dai gesti dei singoli. Anche da quelli nati nel dolore, ma capaci di generare futuro.

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