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A 18 anni entra nella storia del suo Paese: primo egiziano premiato ai Mondiali della Pizza. Lavora a Settimo

Mohamed Issam Soliman, 18 anni, conquista Parma: è il primo egiziano premiato al Pizza World Championship. Ai mondiali anche Bellocchio e la moglie Tiziana: dodicesimi al mondo con “Le due Radici”

A 18 anni entra nella storia del suo Paese: primo egiziano premiato ai Mondiali della Pizza. Lavora a Settimo

A 18 anni entra nella storia del suo Paese: primo egiziano premiato ai Mondiali della Pizza. Lavora a Settimo

A Settimo Torinese non si parla più solo di una pizzeria di successo. Si parla di una scuola. E di un risultato che sposta il punto più in alto.

Alla Pizzeria Zero 11, il lavoro quotidiano diventa podio mondiale: Mohamed Issam Soliman, 18 anni, è il primo egiziano al mondo a ottenere un riconoscimento ai Campionati Mondiali della Pizza di Parma. Un risultato che va oltre la classifica. Dice da dove parte e dove può arrivare un ragazzo che lavora dietro a un forno, in provincia, dentro una squadra che ha scelto di alzare l’asticella ogni giorno.

Sul palco di Parma, con il certificato tra le mani e il logo del Pizza World Championship 2026, c’è un pezzo di Settimo. Ma anche una storia più larga: quella di un apprendistato vero, fatto accanto a chi ha già attraversato quel livello. Perché dietro Soliman c’è Francesco Bellocchio, il titolare di Zero 11, uno che ai mondiali ci è già salito forte, fino al secondo posto assoluto.

“La pizza è la mia vita, il mio modo di raccontare l’Italia”, diceva Bellocchio. E oggi quella stessa idea passa di mano. Non come slogan, ma come metodo.

Mohamed Issam Soliman

Zero 11 non è nuova a questi passaggi. Nata nel 2024, costruita su ricerca degli impasti, numeri importanti e una visione precisa – dalla farina 01 agli undici impasti, fino al richiamo territoriale dello 011 – la pizzeria si è ritagliata in poco tempo uno spazio che non è solo commerciale. È formativo. Qui si impara e si compete.

E infatti a Parma non c’era solo Soliman.

C’erano anche Francesco Bellocchio e sua moglie Tiziana, in gara nella categoria “pizza a due”. Il risultato è concreto: dodicesimo posto al mondo, a un passo dalla top ten. Non il miglior piazzamento della loro carriera – l’anno scorso era arrivato un secondo posto – ma un segnale chiaro di continuità ad altissimo livello.

La pizza presentata si chiama “Le due Radici”. Già dal nome, una dichiarazione. Dentro, il territorio senza scorciatoie: velo di pomodoro piemontese, poi in uscita lardo d’Arnad, filetto di fassona piemontese IGP Coalvi della macelleria Testa Paolo (1916), funghi porcini trifolati, cime di rapa al cartoccio, gocce di Nebbiolo e toma Occelli invecchiata in foglie di castagno. Non una lista ingredienti, ma una costruzione identitaria. Piemonte, tecnica, memoria.

La pizza "Le due radici"

Il punto però è un altro.

Non è solo il risultato singolo. È la somma. Da una parte un maestro che resta competitivo a livello mondiale, dall’altra un ragazzo di 18 anni che entra nella storia del suo Paese partendo da una pizzeria di Settimo. In mezzo, un modello che funziona: lavoro, trasmissione, ambizione.

Non è retorica sul talento. È organizzazione del talento.

E oggi Zero 11 non è più soltanto una pizzeria premiata. È un posto dove i risultati non arrivano per caso, ma si replicano.

Francesco Bellocchio

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