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Addio a Domenico Perotti, il maestro del gusto che ha segnato la storia del Canavese

Scomparso a 85 anni lo storico pasticcere: dal 1968 la sua bottega è simbolo di tradizione, famiglia e qualità

Addio a Domenico Perotti, il maestro del gusto che ha segnato la storia di Pont Canavese

Pont Canavese perde uno dei suoi volti più amati, uno di quei nomi che nel tempo smettono di appartenere soltanto a un’insegna commerciale per diventare parte della memoria dell'intera comunità.

La scomparsa di Domenico Perotti, storico titolare dell’omonima pasticceria, lascia infatti un vuoto che va ben oltre il mondo dell’artigianato dolciario: se ne va un protagonista della vita quotidiana del territorio, un uomo che con il suo lavoro ha accompagnato per oltre mezzo secolo i momenti più importanti di intere generazioni. Aveva 85 anni Domenico Perotti, e la notizia della sua morte ha suscitato a Pont Canavese e in tutto il territorio un sentimento di sincero cordoglio. Non è difficile comprenderne il motivo. La sua storia personale e professionale si intreccia con quella di una comunità che, attraverso i suoi dolci, ha celebrato matrimoni, compleanni, anniversari, battesimi, cresime e tante altre occasioni speciali. In fondo, ci sono artigiani che producono eccellenze e altri che, oltre a questo, costruiscono ricordi: Perotti apparteneva senza dubbio alla seconda categoria.

La Pasticceria Perotti aprì i battenti nel 1968, in un momento particolarmente significativo anche sul piano personale. Domenico e la moglie Maria erano sposati da appena una settimana quando diedero avvio alla loro attività. Un dettaglio che racconta già molto dello spirito con cui nacque quell’impresa: coraggio, visione, dedizione e una forte idea di famiglia. Da allora, quell’azienda è diventata molto più di una pasticceria. È stata un presidio di qualità, un luogo del gusto e insieme un punto di riferimento affettivo per il Canavese. In oltre cinquant’anni di attività, il nome Perotti si è imposto come sinonimo di passione, lungimiranza, impegno, rispetto della tradizione e attenzione al cliente. Valori che oggi suonano quasi solenni, ma che nel loro caso erano soprattutto concreti: si ritrovavano nei prodotti, nella continuità del lavoro, nella capacità di restare fedeli a un’identità precisa.

Parlare di Domenico Perotti significa inevitabilmente parlare anche delle sue creazioni, autentici simboli di un saper fare artigiano che ha saputo valorizzare il territorio. Tra i prodotti più celebri ci sono le leggendarie giuraie, i confetti tipici del Canavese realizzati con le nocciole al posto delle mandorle, esempio perfetto di come la tradizione locale possa trasformarsi in eccellenza riconoscibile. Accanto a queste, spiccano i Grampa, cioccolatini ripieni di Genepì, proposti al fondente o al latte e preparati con miele di rododendro. E poi ancora il Pandolce, il panettone al cioccolato, la Tuma at ciculata e la Piasir, crema spalmabile diventata nel tempo una piccola firma della casa. Non semplici prodotti, ma tasselli di un patrimonio gastronomico che ha contribuito a dare identità e prestigio a Pont Canavese.

Nel racconto della Pasticceria Perotti c’è anche una lezione più ampia, che riguarda il significato del lavoro artigiano quando è vissuto come responsabilità verso la comunità. La filosofia che ha guidato l’attività, da Domenico in avanti, ha abbracciato pienamente i tre principi cardine di Slow Food: il cibo deve essere buono, pulito e giusto. Non si tratta di uno slogan, ma di una visione precisa. Buono, perché capace di offrire qualità e piacere autentico. Pulito, perché rispettoso delle materie prime e del processo produttivo. Giusto, perché legato a un’idea di equilibrio tra tradizione, territorio e valore del lavoro. In un’epoca in cui spesso la velocità sacrifica la sostanza, figure come quella di Perotti ricordano quanto conti ancora la coerenza di chi ha scelto di fare bene, e farlo sempre.

La morte di Domenico Perotti colpisce dunque non soltanto la sua famiglia e chi lo ha conosciuto da vicino, ma un intero territorio che in quella pasticceria ha trovato negli anni un punto fermo. Il cordoglio che si è diffuso alla notizia della sua scomparsa testimonia il segno profondo lasciato da una vita spesa nel lavoro, nella cura del dettaglio e nella capacità di trasformare un mestiere in una forma di relazione con gli altri.

Pont Canavese oggi saluta un maestro dell’arte bianca, ma anche un uomo che ha saputo dare dolcezza, nel senso più pieno del termine, alla storia locale. E se è vero che certi luoghi restano vivi grazie alle persone che li hanno resi speciali, allora il nome di Domenico Perotti continuerà a vivere nei sapori che ha creato e nel ricordo di chi, entrando nella sua pasticceria, non acquistava soltanto un dolce, ma portava a casa un pezzo di tradizione.

Domenico Perotti lascia la moglie Mery, le figlie Alessandra e Barbara, i nipoti Luisella e Gianpiero. I funerali si terranno nella Chiesa parrocchiale di Pont Canavese martedì 21 aprile alle 15. Nella stessa Chiesa domani, lunedì 20 aprile, dalle 20.30 verrà recitato il Santo Rosario.

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