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Mercato europeo e sgambetto? La Pro Loco fa politica... Maiolino punta il dito

Caos al Mercato Europeo: banchetto di Fratelli d'Italia spostato all'ultimo minuto, tra sovrapposizioni autorizzative e sospetti di sgambetto politico

Mercato europeo e sgambetto politico? La  Pro Loco fa politica... Maiolino punta il dito

Mercato europeo e sgambetto politico? La Pro Loco fa politica... Maiolino punta il dito

C’è qualcosa di poco europeo e molto da America Latina — nel senso più tragicomico del termine — in quello che è accaduto a Settimo Torinese nel weekend del Mercato Europeo. Non tanto per i profumi di wurstel e paella davanti al Municipio, quanto per la consueta abitudine di chi “governa” la città a farsi beffa di un po’ tutti.

Segnate le date: 17, 18 e 19 aprile. Da una parte la Pro Loco guidata da Paola Bolognino, che si prende (legittimamente) ampie fette di città per la sua kermesse gastronomico-folcloristica. Dall’altra Fratelli d’Italia, che decide di fare politica vecchio stile: un banchetto e una raccolta firme sul “pasto domestico”.

Tutto autorizzato, tutto concordato — nero su bianco — con tanto di posizione definita: via Italia 18. “Mandiamo la richiesta. Tutto a posto, fantastico”, assicurano.

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Sopra l'area in cui i Fratelli d'Italia erano stati autorizzati. Sotto: l'area dove è poi stato posizionato il banchetto

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Fantastico, appunto. Fino a venerdì pomeriggio, ore 17.30, quando il copione cambia all’improvviso. Due ore prima dell’inizio, il capogruppo Enzo Maiolino riceve la telefonata che nessun organizzatore vorrebbe mai ricevere. Al telefono con il comandante della polizia locale, Renato Pontoriero.

“Lì il banchetto non potete farlo”. Motivo? C’è la fiera. Quel pezzo di strada, spiega, è stato “preso” dalla Pro Loco.

"Sia chiaro -  sottolinea Maiolino - io alla Polizia non assegno colpe. Pontoriero ce l'ha messa tutta per trovare una soluzione e lo ringrazio...".

Ma la domanda sorge spontanea: davvero nessuno al Comando sapeva che lì ci sarebbe stata la fiera? In teoria, tra mappe, autorizzazioni e planimetrie, avrebbe dovuto essere tutto chiaro con largo anticipo. E usiamo il condizionale apposta.

In pratica, a Settimo succede che una via prima è libera, poi improvvisamente occupata. Una sorta di gioco di prestigio...

Risultato: il banchetto si deve fare da un’altra parte, possibilmente dove non passa nessuno. In fondo a via Garibaldi.

Da qui in avanti la vicenda prende una piega ancora più surreale. Perché sabato mattina, all’alba della grande fiera… in via Italia non c’è l’ombra. Nessuna bancarella, nessun gazebo, solo uno spazio vuoto. Un’occupazione del "Kaiser", verrebbe da dire.

A quel punto Maiolino perde la pazienza — e anche un po’ la fiducia — e decide di piazzarsi lì lo stesso. Tempo di montare le bandiere ed ecco arrivare la controparte: prima la Pro Loco, con Liliana Salvestroni nei panni del sergente Garcia, che contesta l’occupazione abusiva; poi l’assessora Carmen Vizzari.

“Qui c’è la fiera”, insiste Vizzari.

“Ma se sono le 10 e non c’è nessuno”, mette le mani avanti Maiolino, guardandosi intorno. Vizzari non sente, non capisce, fa finta di non capire, insiste… Più che un dialogo, il teatro dell’assurdo. v

Alla fine, dopo un braccio di ferro fatto più di parole che di moduli, il capogruppo decide di spostarsi. Ma non senza lasciare sul tavolo — anzi, sul marciapiede — il dubbio più pesante: “O non siete capaci di gestire o è uno sgambetto politico”.

E qui si entra nel nocciolo della questione. Perché l’ipotesi dell’incompetenza è sempre la più rassicurante: errori, sovrapposizioni, comunicazioni saltate. Ma l’alternativa, quella evocata da Maiolino, è decisamente più pepata: qualcuno che “allarga la fiera” appena scopre chi vuole piazzare un banchetto.

Una cosa è sicura: una città in cui perfino un metro di marciapiede diventa terreno di scontro politico con la Pro Loco nei panni di "braccio armato" ha perso ogni diritto di definirsi “europea”.

Evviva i crauti e le patatine.

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