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Defibrillatori fantasma a San Mauro: “Promessi, votati, dimenticati”. Un anno di silenzi (e di pericoli)

Bongiovanni torna all'attacco sul mancato ripristino dei defibrillatori da marzo 2025. "San Mauro cardioprotetta" rimane solo uno slogan, mentre mancano tempi certi sui lavori

Defibrillatori fantasma a San Mauro: “Promessi, votati, dimenticati”. Un anno di silenzi (e di pericoli)

Defibrillatori fantasma a San Mauro: “Promessi, votati, dimenticati”. Un anno di silenzi (e di pericoli). A sinistra: Bongiovanni; a destra: uno dei defibrillatori mancanti

«Promessi, votati, dimenticati: che fine hanno fatto i defibrillatori?». A San Mauro Torinese torna a riaccendersi la polemica sui defibrillatori pubblici, a distanza di oltre un anno da quel voto unanime in Consiglio comunale che avrebbe dovuto garantire il loro rapido ripristino. A riaprire il caso, sabato scorso, è stato il consigliere Marco Bongiovanni.

Il riferimento è ai due dispositivi installati nel 2023 e successivamente danneggiati o vandalizzati – uno nei pressi del punto Smat, l’altro al parco Pragranda – e mai tornati operativi. «Da marzo 2025 attendiamo il ripristino dei defibrillatori vandalizzati sul territorio comunale – fa sapere Bongiovanni –. Dopo mozioni, voti unanimi e impegni pubblici assunti dall’amministrazione, a oggi gli apparecchi risultano ancora mancanti».

La vicenda affonda le radici proprio nella primavera dello scorso anno, quando il Consiglio comunale aveva approvato all’unanimità l’impegno a reinstallare i DAE in tempi brevi. Una decisione condivisa da maggioranza e opposizione, su un tema – quello della sicurezza sanitaria – che raramente divide. Eppure, da allora, i mesi sono passati senza che i dispositivi tornassero al loro posto.

Nel frattempo, la questione è riemersa più volte. A dicembre 2025, lo stesso consigliere pentastellato aveva presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti, sottolineando non solo l’assenza dei defibrillatori, ma anche il mancato inserimento di alcuni dispositivi comunali nel catasto regionale DAE, il sistema collegato ai soccorsi che permette di individuare in tempo reale quelli disponibili sul territorio.

La risposta dell’amministrazione era arrivata solo nel febbraio 2026, quando in aula la sindaca aveva spiegato che era stato dato mandato agli uffici per individuare un fornitore e che sarebbe stata necessaria una variazione di bilancio. Nella stessa seduta, l’assessore al Bilancio Matteo Fogli aveva annunciato lo stanziamento di circa 5.000 euro per acquisti e manutenzione, rivendicando l’avvio dell’iter.

L'inaugurazione di uno dei defibrillatori nel 2023

A fine febbraio, un atto amministrativo ha effettivamente formalizzato l’affidamento del servizio di manutenzione e gestione dei defibrillatori per il biennio 2026-2027, per una cifra di poco inferiore ai 5mila euro. Un passaggio che, sulla carta, segna un cambio di passo rispetto ai mesi precedenti. Ma che, nei fatti, non ha ancora sciolto il nodo principale: quando torneranno operativi i dispositivi mancanti in centro città?

Ed è proprio su questo punto che Bongiovanni insiste oggi, tornando all’attacco: «È inaccettabile che un servizio così importante per la sicurezza dei cittadini resti fermo per mesi. Quando si parla di defibrillatori non si parla di burocrazia, ma di vite, prevenzione e tempestività». Da qui la richiesta, diretta all’amministrazione: «Chiediamo risposte chiare: perché non sono stati ancora ripristinati e quando verranno reinstallati?».

La polemica, quindi, non riguarda più soltanto la presenza o meno dei dispositivi, ma soprattutto i tempi. Perché tra il voto unanime di marzo 2025 e gli atti amministrativi del 2026 è passato più di un anno, durante il quale due punti strategici del territorio sono rimasti scoperti. E i cittadini – è un dato oggettivo – hanno rischiato di più la vita.

Nel 2023, l’installazione dei DAE era stata presentata come un passo avanti verso una città più sicura, con l’obiettivo di rendere San Mauro “cardioprotetta”. Oggi, a distanza di tre anni, il tema si ripropone in termini diversi: non più l’annuncio, ma la gestione concreta di strumenti che, per loro natura, devono essere sempre disponibili e funzionanti.

La questione resta quindi aperta. E, al di là del confronto politico, il punto centrale rimane uno solo: la presenza effettiva di defibrillatori accessibili e operativi sul territorio, in grado di fare la differenza quando ogni minuto può salvare la vita, prima che in municipio si pianga la morte di un concittadino.

Marco Bongiovanni

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