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Negozi aperti la domenica? Ciro scrive all'assessora: "... scaricabarile sulle responsabilità...".

Mercato Crocetta Più, commercianti in rivolta: la replica "alla Maria Antonietta" dell'assessora Colosso e la lettera aperta di Ciro Lubrano che chiede ascolto e politiche per salvare il commercio di Ivrea

Negozi aperti la domenica? Ciro scrive all'assessora: "... scaricabarile sulle responsabilità...".

Ciro Lubrano Lavadera e Gabriella Colosso

Mercato Crocetta Più in tour. Commercianti a dire poco "incazzati". Risposte dell'assessora Gabriella Colosso, stile "Maria Antonietta", che lasciano a dir poco "inebetiti". Della serie: "che tengano aperto anche la domenica", con in sottofondo un  "evviva il croissant".

E oggi? Oggi, in un dibattito "acceso" dal consigliere comunale Massimiliano De Stefano, che è anche titolare di un'attività di abbigliamento, interviene anche Ciro Lubrano Lavadera.

Ciro non è uno qualsiasi. Titolare di "Vino e dintorni", nella bellissima via Arduino, è uno che tutti i giorni cerca di inventarsi qualcosa per portare gente dentro al suo locale. Non è uno che sta fermo. È uno dei tanti commercianti di Ivrea che ogni giorno combatte la desertificazione come può e con tutte le sue forze.

Perché a Ivrea c'è anche questo. C'è una categoria che non molla. Lui, quelli di Sbam, De Stefano, sono un esempio più unico che raro di "amore per la città" che non ha eguali in altre parti del Piemonte.

Ecco perché quell'intervista rilasciata da Colosso fa male. Molto male. Perché sembra far riferimento a una città "altra", non a Ivrea. A un altro mondo.

E se un'assessora parla di una cosa che non conosce, e lo fa in una maniera così "puntuta", c'è un problema di sottofondo. O non ha capito la città, o qualcuno la sta portando a spalle come la Madonna...

Ecco, su questo il sindaco Matteo Chiantore è chiamato a vigilare. A Ivrea il commercio, insieme alla gestione del patrimonio ATC, sono i due problemi più grossi in agenda e, delle due, l'una: o chi se ne deve occupare lo fa, o prima o poi lo dovrà fare lui.

Ed ecco la lettera aperta di Ciro Lubrano Lavadera, per tutti semplicemente "Ciro"

***

LETTERA APERTA SUL COMMERCIO

Spett.le assessore Colosso
ci ho messo tempo per decidermi a indirizzarle questa lettera aperta e, sgombro subito il campo, scrivo a titolo esclusivamente personale.

Non ho cariche, non voglio averne ma, dopo ben 27 anni di commercio in Eporedia e altrettanti altrove, ne ho viste, sentite tante e qualcosa forse, modestamente, vorrei suggerirle.

Parto dal mio disappunto, pragmatico e di metodo.

Quando si sentono opinioni critiche sul proprio operato, sarebbe buona norma predisporsi all'ascolto in modalità “aereo”, cioè spegnere, smettere per un po' di recitare il ruolo del “so già tutto – è una vita che sento queste storie etc”.

Perchè questo settore, il commercio, reclama da anni maggiore attenzione e lamenta da altrettanti anni un colpevole ritardo della politica (delle amministrazioni) nei suoi confronti. I commercianti santi non sono ma perchè dovrebbero esserlo?

Ivrea

Siamo operatori di un comparto economico che cerca di vivere del proprio lavoro
ma siamo anche la parte viva di tante attività del consesso cittadino. Abbiamo poi ataviche colpe, prima su tutte quella di essere divisi fra noi e molto difficilmente riusciamo a coesistere in realtà associative spontanee, non quelle classiche di categoria. Eppure una cosa, in generale, abbiamo ben chiara: capire cosa ci arreca danno, cosa diventa un problema per la categoria e proprio per questo voi, la politica, prima di dare risposte, dovreste ascoltare.

A maggior ragione quando, finito da tempo il periodo delle vacche grasse, il settore a Ivrea sta attraversando una crisi sistemica che viene moritorata a tanti livelli, non accenna a finire e mette tanti di noi in seria difficoltà.

Perchè scattate subito sulla difensiva e, senza entrare nel merito, provate a ribaltare la frittata indicando quelle che, a vostro dire, sono invece le nostre colpe?

Il numero delle serrande chiuse a breve supererà quelle aperte, la città è messa in ginocchio non solo dal commercio on-line (Amazon & c...) ma dall'insistenza, dall'inutile proliferare di dieci-cento nuovi supermercati – discount – centri commerciali (la grande distribuzione).

E, se dieci-cento commercianti del settore avevano espresso un parere sfavorevole al mercato di Crocetta più, toccava forse ascoltarli e magari accontentarli?

Oppure ditelo chiaramente che continuerete a dare autorizzazioni per la nascita di altre strutture di media e grande distribuzione (si parla già di un nuovo LIDL) perchè fanno comodo gli oneri di urbanizzazione e tutte le altre prebende che, da normativa vigente, quei gruppi versano nelle casse del comune.

Ricordo che, con battaglie anche molto dure, vi avevamo messo in guardia già pochi anni fa, quando stava per nascere una grande COOP nell'area di casa Molinario.

Non vincemmo la guerra, lo sapevamo – non siamo allocchi – ma almeno la prima battaglia fu vinta: vi avevamo costretti a considerarci, a interrogarvi sull'opportunità di quell'insediamento e di deliberare lo stop.

Però... però il tranello era dietro l'angolo e, con scelte che avete avallato o\e deciso in proprio, avete poi proseguito come se niente fosse in quella direzione.

I grandi gruppi hanno chiesto, voi avete pianificato, rimodulato anche il nuovo P.R. e il risultato è quello che potete vedere andando in giro.

Qualcuno dice, mentendo spudoratamente, che lo fate nell'interesse dei consumatori (sempre di meno e sempre più anziani) quando invece, causa la sovrabbondanza di offerta, le medie e grandi strutture faticano addirittura a farsi concorrenza fra loro, i dipendenti sono spesso precari o in contratto di solidarietà.

Quando una nuova struttura nasce, da qualche parte qualche altra unità di vendita muore e, quando di quella struttura ce ne sono, vicine fra loro, molte altre simili, diciamo che permettete solo altro consumo di suolo per operazioni INUTILI, PERCHE' SUPERFLUE.

Invece studi recenti hanno evidenziato come, socialmente, spesso la presenza dei negozi di vicinato o di prossimità per le città, per i centri storici continua ad essere elemento vitale.

Noi commercianti ci siamo sempre; per le iniziative di solidarietà, per collaborare e ospitare manifestazioni culturali, letterarie, rassegne musicali, attività ludiche e\o enogastronomiche, di promozione del territorio. Ci siamo sempre.

Perciò, signora Colosso, sono deluso dalla sua risposta piccata che rispolvera la vecchia solfa dei negozi chiusi di domenica e durante gli eventi, con orari troppo corti, poco sensibilizzati a quanto state proponendo o proporrete.

Questo NON E' IL VERO PROBLEMA e lo motivo, alleggerendo i toni.

Quando i pescatori tornano a terra, dopo una nottata o giornata di pesca, l'importante è che le cassette siano piene zeppe di pesci; non importa se li venderanno in pescheria, se li dovranno portare al mercato ittico o se li mangeranno loro stessi, come premio per la loro fatica.

Per i commercianti è la stessa cosa; nonostante la capacità di adattamento ci sono i costi fissi, gli extra per i dipendenti, il voucher per il lavoro occasionale che non può essere mai inferiore alle quattro ore, poi la famiglia, gli affetti etc. etcetera.

Quando non si procede a spot ma c'è una visione, un'idea di futuro per la città tutta, allora sì. Quando è tutto il sistema che va in quella direzione, quando ci sono delle premialità reali, i commercianti si rendono disponibili.

Ahimè non siamo Cervinia, Sanremo e neanche Napoli; dopo la famosa legge Bersani, si può certo ragionare con altre modalità se si viene classificati come località turistica, quando si intercettano determinati flussi e con l'intera città che si attrezza per migliorare le sue strutture di accoglienza. Anche se potremmo, dovremmo giocarci quella carta, in un piano di sviluppo chiaro e condiviso, non ci siamo ancora.

Apprezzo il suo, il vostro impegno (perchè di certo non è tutta colpa vostra) ma è ancora poco e certe risposte frettolose non ce le meritiamo.

Quando il comparto è già in difficoltà, il rischio concreto è che si chiuda la giornata senza aver... riempito le casse di pesca abbondante, cui dicevo prima.

Non bastano gli eventi e non basta giocare, fra noi, a fare da scaricabarile sulle responsabilità.

Io, dagli amministratori della città, mi aspetto altro.

Ecco, spero che se ne potrà parlare ancora.

Buon lavoro
Ciro Lubrano

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