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Sicurezza a Chivasso, cittadini e commercianti: “Così non basta più”

Dal problema del 112 alle telecamere non funzionanti... i cittadini chiedono interventi concreti

I relatori della serata

I relatori della serata

La sicurezza a Chivasso finisce di nuovo al centro del dibattito pubblico.

Mercoledì 15 aprile, nella sala consiliare, il consigliere comunale Bruno Prestìa, capogruppo di “Per Chivasso”, e l’onorevole Carlo Giacometto, presidente di “Obiettivo Piemonte”, hanno promosso un incontro aperto a cittadini e commercianti per raccogliere segnalazioni, criticità e proposte.

Due ore di confronto diretto, con interventi tecnici e testimonianze dal territorio. In sala anche Luca Pantanella, segretario generale provinciale FPS Polizia di Stato, e Carlo Nicosia, presidente di Ascom Chivasso.

Il tema è uno solo, ma attraversa tutto: la percezione crescente di insicurezza.

Il quadro che emerge è netto. La sicurezza viene definita un diritto da garantire, ma la sensazione diffusa è che oggi non sia pienamente assicurata. Tra le richieste: più autonomia operativa per le forze dell’ordine e maggiore certezza della pena. Sullo sfondo, un problema strutturale, quello della carenza di personale. Un nodo che si traduce in difficoltà concrete, come tempi di intervento lunghi e la gestione delle chiamate al 112, che non consente più il contatto diretto con i singoli corpi, come accadeva in passato.

Nel dibattito entrano anche soluzioni alternative, come le associazioni di vicinato o le pattuglie private a pagamento. Ma qui il giudizio è duro: il ricorso a strumenti privati viene letto come un segnale preciso, il fallimento dello Stato nel garantire autonomamente la sicurezza.

Poi il focus si sposta su Chivasso. E qui il dato più pesante riguarda la videosorveglianza: circa l’80% delle telecamere non sarebbe funzionante. Un elemento che, secondo i presenti, incide direttamente sulla prevenzione e sulla possibilità di intervento in caso di vandalismi, furti o aggressioni. Senza controllo, viene meno anche la percezione stessa di sicurezza.

Ci si è soffermati a riflettere sul fatto che una maggiore presenza dei cittadini e dei commercianti durante i consigli comunali potrebbe fare la differenza. L’idea è semplice: cittadini e commercianti devono farsi sentire, anche in consiglio. Non solo per denunciare, ma per pesare nelle scelte. Non vogliono più essere solo contribuenti, ma soggetti da tutelare nel quotidiano.

I commercianti, in particolare, chiedono un coinvolgimento diretto di Ascom, alla luce dei numerosi episodi segnalati negli ultimi mesi tra furti e atti vandalici.

A confermare il clima è anche un sondaggio promosso da Prestìa durante la serata. I risultati completi saranno diffusi nei prossimi giorni, ma un dato emerge già: tra le zone percepite come meno sicure non ci sono solo stazione e Movicentro, ma anche il centro storico e le vie pedonali. Un segnale che allarga il problema e lo porta nel cuore della città.

Altissima, inoltre, la richiesta di una maggiore presenza delle forze dell’ordine e del ripristino immediato del sistema di videosorveglianza.

Non una semplice assemblea, ma una fotografia. Quella di una città che chiede risposte e di un tema che non può più restare sullo sfondo.

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