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18 Aprile 2026 - 18:09
Il ricordo di Emilio Cosola diventa concreto: targa e nuovo mezzo per la Croce Rossa
Una targa, una sede, una comunità. E un nome che torna a pesare, oggi più che mai: quello di Emilio Cosola.
A San Sebastiano da Po, davanti alla sede della Croce Rossa Italiana – Comitato di Lauriano, è stata scoperta la targa in sua memoria. Un gesto semplice, ma carico di significato. Perché quella sede, oggi operativa e punto di riferimento per tutto il territorio, esiste anche grazie al lavoro di Cosola. E quella targa lo dice chiaramente: ha dedicato impegno, passione e cuore affinché la Croce Rossa di Lauriano avesse una nuova casa.
La cerimonia si è svolta sabato 18 aprile. Presenti i sindaci del territorio – Beppe Bava per San Sebastiano da Po, Mara Baccolla per Lauriano, Elisa Ghion per Monteu da Po, Andrea Gavazza per Cavagnolo – insieme alla consigliera regionale del Pd Gianna Pentenero. Volontari in divisa, cittadini, famiglie. E soprattutto loro, i volontari della Croce Rossa, quelli che con Cosola hanno condiviso anni di servizio.
Poi il momento più diretto: lo svelamento della targa. Nessuna retorica, solo un passaggio netto tra memoria e presente.
Subito dopo, un altro segnale concreto: l’inaugurazione di un nuovo mezzo operativo. Anche qui, niente simbolismi vuoti. Mezzi, spazi, organizzazione: è su questo che si misura davvero il lavoro di chi guida un’associazione.
E infatti il punto è proprio questo. Emilio Cosola non è stato solo un volontario. È stato uno di quelli che costruiscono struttura, che lasciano qualcosa che resta.
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Nato il 18 agosto 1949, residente a San Sebastiano da Po, Cosola entra in Croce Rossa nel 1996. Da lì, quasi trent’anni di attività. Non uno solo, ma tanti ruoli: monitore di primo soccorso, soccorritore 118, istruttore BLSD, formatore, operatore per le emergenze. Ma soprattutto un punto di riferimento umano. Uno che insegnava, ma prima ancora ascoltava.
Dal 2016 al 2021 guida il Comitato di Lauriano. Ed è qui che si vede la differenza. Sotto la sua presidenza il Comitato cambia passo: prima la sede a Lauriano, poi il trasferimento in via Chivasso 47 a San Sebastiano da Po. Spazi più grandi, organizzazione più solida, una visione chiara. Non solo operatività, ma anche futuro: avvio della digitalizzazione, costruzione di una squadra, crescita interna.
Non è un caso se proprio in quegli anni prende forma anche la Delegazione di Cavagnolo. Cosola aveva questa capacità: creare legami, tenere insieme persone, territori, istituzioni.
Prima ancora, una vita di lavoro all’Enel, dal 1975 al 2011, nella progettazione di centrali idroelettriche. E poi l’impegno nell’Unitalsi, nei pellegrinaggi a Lourdes, fino al 2014. Sempre nello stesso solco: servizio.
È morto il 1 dicembre scorso, a 75 anni. E la sensazione, oggi, è che quella perdita non sia rimasta chiusa in un ricordo privato. È diventata una questione pubblica, concreta, visibile.
La targa resta lì, all’ingresso della sede. Non come un simbolo astratto, ma come una specie di promemoria: quella struttura, quel presidio, quella rete sul territorio non sono nati da soli.
Sono il risultato di scelte, lavoro, responsabilità.
E di persone che, quando serviva, hanno deciso di fare un passo in più.

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