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18 Aprile 2026 - 16:28
25 aprile “in versione fascista”: bufera sulla riapertura di un bar gestito da due canavesani
Il Partito Democratico del Piemonte e la Federazione provinciale del Pd di Vercelli intervengono con fermezza sul caso dell’“inqualificabile video diffuso sui social dai nuovi gestori del bar-trattoria di Sabbia di Varallo, assegnato di recente tramite bando comunale”, sollevando una dura presa di posizione politica e istituzionale.
Secondo quanto denunciato dai rappresentanti dem, nel filmato utilizzato per promuovere la riapertura del locale – prevista per il prossimo 25 aprile – compaiono riferimenti espliciti al periodo del ventennio fascista, tra cui canzoni d’epoca e simboli riconducibili alla Decima Mas. Un utilizzo che, sottolineano, “costituisce un’offesa gravissima non solo alla memoria storica del territorio, ma anche ai valori fondanti della Costituzione repubblicana”.
Il video, pubblicato nei giorni scorsi su un profilo personale TikTok riconducibile ai nuovi gestori, Gianfranco Cavanè, 56 anni, e Annalisa Bellanova, 40, originari di Alpette in Canavese, mostrava una sequenza di immagini che li ritraevano insieme, all’esterno e all’interno del locale – denominato “Antichi Sapori” – alternate a contenuti simbolici. Nella parte finale compariva infatti l’immagine di un tatuaggio ispirato al teschio della Xª Flottiglia Mas accompagnato dal motto “Memento audere semper”, con la scritta “orgogliosamente di destra” sovrapposta e la canzone “Battaglioni del duce” in sottofondo. Il contenuto, successivamente rimosso, ha però continuato a circolare online, venendo visualizzato e condiviso da numerosi utenti e innescando la polemica a pochi giorni dalle celebrazioni della Liberazione.
Il Pd richiama il forte valore simbolico della data scelta per l’inaugurazione, coincidente con la Festa della Liberazione, e il ruolo centrale che la Valsesia e la città di Varallo hanno avuto nella lotta partigiana.
“Varallo – ricordano – è stata insignita nel 1973 della Medaglia d’Oro al Valor Militare per il contributo determinante della popolazione alla Resistenza durante la guerra di Liberazione”.
Un riconoscimento che si affianca a quello conferito all’intera Regione Piemonte, decorata con la Medaglia d’Oro al Merito Civile, consegnata nel 2016 dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, “per il coraggio, la solidarietà e lo spirito di sacrificio dimostrati durante la lotta contro il nazifascismo”.
“In questa terra – rimarcano ancora i dem – la libertà è stata conquistata a caro prezzo, con il sacrificio di molte vite. Per questo riteniamo inaccettabile e profondamente offensivo che un’attività commerciale, peraltro ospitata in locali di proprietà pubblica, venga inaugurata proprio il 25 aprile utilizzando simboli e riferimenti che richiamano uno dei periodi più bui della nostra storia”.
Da qui la definizione dell’episodio come “una provocazione squallida”, che “deve essere respinta con decisione e senza ambiguità”.
Sulla vicenda intervengono anche il segretario regionale del Pd Piemonte, Domenico Rossi, e la segretaria provinciale di Vercelli, Mariella Moccia, che chiedono un intervento concreto da parte dell’amministrazione comunale. Pur prendendo atto della reazione del Comune di Varallo, che si è detto “scioccato” per quanto accaduto, gli esponenti democratici sollecitano misure più incisive: “Non basta una condanna verbale – affermano – ma è necessario verificare con attenzione se sussistano ancora le condizioni per mantenere la concessione del locale ai nuovi gestori”.
Parole a cui fanno eco anche quelle del sindaco di Varallo, Pietro Bondetti, che conferma il disagio dell’amministrazione: “Dico solo che sono scioccato da quanto ho visto e valuteremo come agire, per il resto in questo momento preferisco non commentare”.
Il caso ha rapidamente attirato l’attenzione anche dell’Anpi.
Sara Montanari, presidente della sezione Varallo e Alta Valsesia, parla di un episodio che non può essere sottovalutato: “In un Paese liberato dai partigiani grazie alla lotta contro il nazifascismo e fondato su una Costituzione antifascista, non possiamo più permetterci di essere tolleranti con gli intolleranti”.
Sulla stessa linea Bruno Rastelli, presidente del Comitato provinciale, che esprime “indignazione” e richiama la memoria storica del territorio: “Sabbia è il paese natale di Emilio Galiziotti, tra i partigiani fucilati a Borgosesia nel dicembre 1943. Affidare un locale pubblico a chi diffonde certi contenuti rappresenta uno sfregio alla memoria di chi ha sacrificato la propria vita per la libertà”.
L’Anpi ha già coinvolto anche il livello nazionale e annuncia iniziative nelle prossime ore.
Dal canto loro, i due gestori parlano di un errore. Spiegano di non avere particolare dimestichezza con i social e definiscono il video “un gioco uscito male”, tanto da averlo rimosso non appena compresa la portata delle reazioni. "Non siamo fascisti..." dicono a tutti. Intanto, nonostante le polemiche e il clamore suscitato, proseguono i preparativi per l’apertura del locale.
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