La memoria passa dai libri, ma anche dalle mani e dalla creatività degli studenti. A Caluso, l’Istituto Martinetti si prepara a celebrare il 25 Aprile con un’iniziativa che unisce storia, arte e impegno civile: una mostra dedicata alla Resistenza e, in particolare, alla strage del 7 aprile 1944, uno degli episodi più drammatici del territorio.
L’esposizione, intitolata “Un nuovo monumento alla Resistenza”, sarà inaugurata venerdì 24 aprile negli spazi dell’istituto e resterà aperta al pubblico fino al 30 aprile. Non si tratta di una semplice rievocazione, ma di un percorso progettuale che coinvolge direttamente gli studenti del liceo artistico, chiamati a interpretare e restituire in chiave contemporanea una pagina fondamentale della storia locale.
La strage di Caluso, compiuta durante la Seconda guerra mondiale come rappresaglia contro detenuti antifascisti, è già ricordata da una lapide in via Roma e da una croce collocata nel primo dopoguerra. Il progetto del Martinetti nasce proprio dall’idea di integrare questi segni della memoria con una nuova opera artistica, capace di dialogare con il presente e con le nuove generazioni.
Protagoniste dell’iniziativa sono le classi 3L e 4L, guidate dai docenti, che hanno sviluppato un lavoro articolato tra ricerca storica e progettazione artistica. Il risultato sarà presentato all’interno della mostra, che offrirà ai visitatori non solo opere visive, ma anche un racconto costruito dagli studenti stessi, tra documentazione e interpretazione.
L’obiettivo è duplice: da un lato mantenere viva la memoria storica, dall’altro trasformarla in un’esperienza educativa attiva. In un contesto in cui il rischio dell’oblio è sempre presente, iniziative di questo tipo rappresentano un modo concreto per trasmettere valori e consapevolezza.
Accanto al tema della Resistenza, la newsletter dell’istituto racconta anche un altro progetto significativo: il “Progetto Novecento”, realizzato in collaborazione con Unitre e dedicato quest’anno alla figura di Emilio Salgari. Un’iniziativa che ha coinvolto diverse realtà del territorio, da Chivasso a Caluso, fino a Crescentino e Villareggia, con l’obiettivo di creare un dialogo tra generazioni attraverso la letteratura.
Gli studenti del Martinetti hanno partecipato con lavori originali e diversificati. Alcune classi si sono concentrate sulle figure femminili dei romanzi salgariani, mettendo in luce personaggi forti e indipendenti, mentre altre hanno realizzato progetti creativi come un grande gioco dell’oca, un diario di viaggio e materiali dedicati agli ambienti esotici descritti dallo scrittore.
Particolarmente apprezzate le “interviste impossibili” messe in scena dagli studenti in costume, che hanno dato voce a personaggi femminili come la moglie e la figlia del Corsaro Nero o la Capitana dello Yucatán. Un modo originale per avvicinare i giovani alla letteratura, rendendola esperienza viva e partecipata.
La mostra legata al Progetto Novecento, già inaugurata a Chivasso, proseguirà poi il suo percorso arrivando a Caluso a maggio, confermando la volontà di creare una rete culturale diffusa sul territorio.
Nel complesso, le iniziative del Martinetti raccontano una scuola che va oltre la didattica tradizionale, proponendo percorsi in cui gli studenti diventano protagonisti attivi. Dalla memoria storica alla letteratura, il filo conduttore resta la capacità di trasformare il sapere in esperienza concreta.
In occasione dell’Anniversario della Liberazione, la mostra sulla Resistenza assume un valore ancora più forte. Non solo commemorazione, ma riflessione sul presente, attraverso lo sguardo delle nuove generazioni. Perché la memoria, per restare viva, deve essere continuamente reinterpretata e condivisa.

