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17 Aprile 2026 - 10:11
Masso sulla statale 338, paura sulla strada per Mongrando: evitato il peggio a Bollengo (foto archivio)
Un boato improvviso, poi il silenzio e un blocco di pietra sulla carreggiata. Giovedì 16 aprile, lungo la statale 338 in direzione Mongrando, nel territorio di Bollengo, si è sfiorata la tragedia. Un grosso masso si è staccato dal versante ed è precipitato sulla strada, in un tratto già noto per la sua conformazione tortuosa e la scarsa visibilità.
Questa volta, però, la notizia più importante è quella che non c’è: nessun veicolo coinvolto, nessun ferito. Un esito tutt’altro che scontato, considerando la frequenza del traffico su quella direttrice e la pericolosità del punto, all’altezza del terzo tornante.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco, allertati subito dopo il crollo. A sottolineare la portata potenziale dell’episodio è il sindaco di Bollengo, Luigi Sergio Ricca: “Fortunatamente nessun mezzo coinvolto”. Una frase che riassume il senso di sollievo ma anche la consapevolezza di quanto si sia andati vicini a conseguenze ben più gravi.
Determinante, nella gestione dei primi momenti, è stato il comportamento di alcuni cittadini. Chi si trovava in zona ha avuto la prontezza di fermarsi, segnalare il pericolo e avvisare i soccorsi, evitando che altri automobilisti sopraggiungessero ignari. “Grazie alle persone che si sono fermate per evitare incidenti e che hanno chiamato i Vigili del fuoco”, ha aggiunto il sindaco. Un gesto di senso civico che, in contesti come questo, può fare la differenza tra un episodio gestito e una tragedia.
Dopo la segnalazione, è stata informata l’Anas, proprietaria della strada, insieme al Comune. Ma davanti alla necessità di intervenire rapidamente, sono stati proprio gli operatori comunali a entrare in azione. “È toccato al personale del Comune intervenire per non lasciare una situazione di pericolo sulla strada”, ha spiegato Ricca, sottolineando come la rimozione del masso sia avvenuta in tempi rapidi proprio grazie all’intervento diretto dell’ente locale.
Un passaggio che evidenzia una dinamica frequente nei territori: quando si tratta di emergenze immediate, sono spesso i Comuni a garantire la tempestività operativa, anche in presenza di competenze condivise con altri enti.

La strada è stata quindi liberata e la circolazione ripristinata, ma l’episodio apre ora una questione più ampia. Il vero nodo riguarda infatti la stabilità del versante da cui il masso si è staccato. Non è ancora chiaro se si sia trattato di un episodio isolato o del segnale di una criticità più estesa.
“Serve un’indagine per capire se ci siano altre situazioni di pericolo – ha spiegato il sindaco –. Chiederemo alla Regione di valutare gli interventi necessari”. Un passaggio che segna il passaggio dalla gestione dell’emergenza alla fase della prevenzione.
La statale 338, come molte strade che attraversano zone collinari e pedemontane, è esposta a fenomeni di dissesto idrogeologico. Erosione, infiltrazioni e variazioni climatiche possono compromettere la stabilità dei pendii, rendendo possibili distacchi improvvisi come quello avvenuto a Bollengo.
L’episodio riporta così l’attenzione su un tema ricorrente: la sicurezza della viabilità nei tratti più fragili del territorio. La caduta di un masso non è soltanto un fatto isolato, ma un segnale che richiama la necessità di monitoraggi costanti, manutenzione dei versanti e interventi strutturali quando necessario.
In questo caso, la combinazione di fattori favorevoli – l’assenza di veicoli al momento del crollo e la prontezza dei cittadini – ha evitato il peggio. Ma proprio perché è andata bene, il rischio non può essere sottovalutato.
La sfida, ora, è trasformare un episodio fortunato in un’occasione per intervenire prima che la sorte smetta di essere un alleato. Perché su strade come la 338, dove i tornanti si incuneano tra pendii instabili, la differenza tra un incidente sfiorato e una tragedia può essere questione di pochi secondi.
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