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16 Aprile 2026 - 22:16
Controllo di vicinato
La sicurezza, si sa, è uno di quei temi che in politica torna puntuale come la primavera. Succede questo anche a Ivrea, dove i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, Andrea Cantoni e Marzia Alessandra Vinciguerra, hanno deciso di portare in aula una mozione dal sapore già visto altrove: il “controllo del vicinato”.
Ma di cosa si tratta, esattamente? Niente sceriffi improvvisati né pattugliamenti notturni con torce e fischietti. Il modello – già adottato in diversi comuni italiani – punta su una rete di cittadini che si tengono d’occhio a vicenda (in senso buono), segnalano movimenti sospetti e mantengono un contatto costante con le forze dell’ordine. In pratica: gruppi WhatsApp di quartiere, referenti di zona e qualche cartello ben visibile che avverte eventuali malintenzionati che sì, qualcuno sta guardando.
Un sistema che, nelle intenzioni, dovrebbe funzionare più come deterrente che come intervento diretto. Perché il principio è semplice: se un ladro sa che il quartiere è attento, forse cambia strada. Se invece trova finestre chiuse e nessuno che nota nulla, il lavoro diventa più facile.

Il consigliere comunale Andrea Cantoni
Nella mozione, i due consiglieri mettono nero su bianco il punto di partenza: «Il diritto alla sicurezza è un bene primario dei cittadini e un prerequisito necessario per una vita serena». Una frase che difficilmente troverà "opposizione" all'Opposizione, almeno sulla carta.
Il documento richiama poi esempi “virtuosi” come quello di San Mauro Torinese, comune governato da una giunta di centrosinistra. Qui il progetto ha coinvolto centinaia di famiglie. Tradotto: vicini che si parlano, si organizzano e – soprattutto – segnalano. Senza sostituirsi alle forze dell’ordine, ma provando a fare da antenna sul territorio.
La proposta è chiara: far aderire anche Ivrea al progetto nazionale “Controllo del Vicinato”, avviare contatti con l’associazione che lo promuove e organizzare incontri pubblici per reclutare volontari. In altre parole, trasformare il classico “ho visto qualcosa di strano” da chiacchiera da pianerottolo a segnalazione strutturata.
Resta da capire quale sarà la risposta del sindaco Matteo Chiantore. Perché se è vero che la sicurezza mette tutti d’accordo, lo è meno il modo di ottenerla. E tra chi vede nel controllo di vicinato un esempio di cittadinanza attiva e chi teme derive da “Grande Fratello di quartiere”, il dibattito è destinato ad accendersi.
Nel frattempo, a Ivrea, qualcuno potrebbe iniziare a guardare il vicino con un pizzico di attenzione in più. Purché, almeno per ora, resti solo un saluto sul pianerottolo.
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