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15 Aprile 2026 - 21:38
Agricoltura in crisi, l’allarme degli agricoltori: “Servono interventi immediati” (foto di repertorio)
Un settore in crisi strutturale, schiacciato dall’aumento dei costi e da strumenti pubblici ritenuti inefficaci: è questo il quadro tracciato dall’Associazione agricoltori autonomi italiani (Aai) durante l’audizione avvenuta oggi in Commissione al Consiglio regionale del Piemonte, a Palazzo Lascaris.
Nel corso dell’incontro, i rappresentanti dell’associazione hanno evidenziato come diverse misure attualmente in vigore risultino poco accessibili o insufficienti. Tra queste, il credito d’imposta sul gasolio agricolo, giudicato scarsamente incisivo per tempi e modalità di applicazione, e la Commissione unica nazionale del grano duro, ritenuta incapace di garantire una formazione equa dei prezzi.
Di fronte a una situazione definita sempre più critica, la richiesta principale avanzata dall’Aai è l’istituzione immediata di un tavolo di crisi permanente, in grado di affrontare in maniera concreta e continuativa le problematiche del comparto agricolo.
Secondo l’associazione, servono interventi strutturali su più fronti: dalla riduzione dei costi dell’energia e dei fertilizzanti al contrasto delle vendite sottocosto, passando per una gestione più efficace delle emergenze ambientali e faunistiche e per misure in grado di affrontare l’indebitamento crescente delle imprese agricole.
L’Aai ha inoltre chiesto di essere coinvolta nella definizione della futura Politica agricola comune (Pac), con l’obiettivo di rafforzare il sostegno al reddito degli agricoltori e rendere più equa la distribuzione degli aiuti.
Il quadro delineato durante l’audizione è particolarmente preoccupante e riguarda numerosi comparti: dai cereali al latte, dal riso alla suinicoltura, fino a nocciole, viticoltura e ortofrutta. Una crisi diffusa che, secondo l’associazione, richiede un’azione coordinata anche a livello nazionale ed europeo.
Per questo l’Aai ha invitato la Regione Piemonte a farsi portavoce delle istanze del settore presso le istituzioni superiori, affinché si possano adottare misure concrete e tempestive.
L’associazione, nata nel 2024 sull’onda delle proteste degli agricoltori che avevano portato i trattori nelle piazze italiane, ha ribadito il proprio carattere apartitico e orientato al dialogo con le istituzioni, con l’obiettivo di rappresentare in modo diretto le esigenze del mondo agricolo.

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