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Elezioni a Castellamonte, Bartoli si sfila: "Sosterrò Tomaino. Mi prendo un periodo sabbatico dalla politica"

Il consigliere comunale di opposizione, dopo 5 anni, annuncia il ritiro dalla scena politica

Dionigi Bartoli. Sullo sfondo il Comune di Castellamonte

Dionigi Bartoli. Sullo sfondo il Comune di Castellamonte

A Castellamonte Dionigi Bartoli si sfila dalla corsa elettorale e, così facendo, sposta un pezzo di equilibrio politico senza nemmeno essere candidato.

Lo dice chiaramente, senza giri di parole, attraverso una nota stampa diffusa ai giornali oggi, mercoledì 15 aprile: «Desidero ringraziare sinceramente tutti coloro che, in questi giorni, mi hanno contattato chiedendomi di candidarmi… la vostra stima mi onora profondamente». Ma subito dopo arriva la scelta: niente lista, niente candidatura. «I miei attuali impegni professionali e, soprattutto, la volontà di dedicarmi alla mia famiglia e alle mie figlie piccole, mi portano a scegliere un “periodo sabbatico” dall’impegno amministrativo attivo».

Non è un addio alla politica, piuttosto una pausa dichiarata. «Dopo cinque anni vissuti con attenzione nel ruolo di consigliere di minoranza, sento il bisogno di una pausa di riflessione». Una frase che pesa perché arriva da chi, negli ultimi anni, è stato uno dei riferimenti dell’opposizione, pur con un ruolo isolato. E infatti Bartoli rivendica il metodo più che lo scontro: «Pur non essendo sempre d’accordo su ogni scelta, non mi sono mai opposto lasciando svolgere il lavoro».

Nel suo messaggio c’è anche un passaggio politico preciso. Non costruisce una terza via, non resta neutrale: sceglie di stare. «Sento il dovere di ringraziare l’amico Tomaino ed il suo gruppo… a loro va tutto il mio sostegno». Un endorsement netto, che rafforza il fronte dello sfidante. E allo stesso tempo mantiene un tono istituzionale verso la maggioranza: «Ringrazio Pasquale Mazza, che mi ha permesso di svolgere il mio ruolo di minoranza in un clima costruttivo e mai ostile».

Il quadro, a questo punto, si chiarisce. Alle elezioni del 24 e 25 maggio si va verso una sfida a due. Da una parte Pasquale Mazza, sindaco uscente, che ha già ufficializzato la ricandidatura con una lista in continuità con quella del 2020, SiAmo Castellamonte 2026-2031. Dall’altra Giuseppe Tomaino, che ha rotto gli indugi e ha annunciato la propria candidatura con una lista civica composta per metà da volti già noti dell’amministrazione e per metà da figure nuove, più giovani.

L'Arco di Pomodoro, simbolo di Castellamonte

Mazza parte da una posizione di forza. Non solo per il vantaggio di chi governa, ma per un mandato che, numeri alla mano, rivendica risultati: investimenti per 17 milioni di euro, interventi su edifici simbolo come Palazzo Botton e l’ex ospedale, una rete di opere pubbliche e iniziative culturali che l’amministrazione considera il proprio biglietto da visita. «Abbiamo lavorato bene… gli errori sono stati tanti ma ce la mettiamo tutta», ha detto presentando il gruppo di lavoro. E sul piano politico rilancia anche il tema della partecipazione: «Il sindaco dev’essere sindaco di tutti… la porta del mio ufficio è sempre aperta».

Dall’altra parte, però, il campo dell’opposizione si sta strutturando con più chiarezza rispetto a qualche settimana fa. Tomaino ha rivendicato la continuità con la minoranza e ora incassa anche il sostegno esplicito di Bartoli. Un passaggio che non è solo simbolico: significa ricomporre, almeno in parte, quella frammentazione che negli ultimi anni aveva reso l’opposizione poco incisiva.

Il punto è tutto qui. Per anni l’amministrazione Mazza ha governato senza una vera pressione politica costante. Adesso la partita cambia: non tanto nei numeri, quanto nella qualità dello scontro. Da un lato una maggioranza compatta che rivendica risultati e continuità, dall’altro un fronte che prova a presentarsi più unito e riconoscibile.

Bartoli, restando fuori, ha comunque scelto da che parte stare. E in una corsa che si gioca su pochi equilibri, è una mossa che pesa.

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