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15 Aprile 2026 - 10:25
Pronto soccorso di Cuorgnè, arriva la proroga: continuità garantita in attesa del rilancio dell’ospedale
Una notizia attesa da settimane, e che per Cuorgnè ha un peso che va ben oltre l’aspetto amministrativo: il pronto soccorso dell’ospedale cittadino resterà operativo. La conferma arriva dal consigliere regionale Mauro Fava, che ha annunciato l’ottenimento della proroga del contratto necessario a garantire la continuità del servizio, superando almeno per ora le criticità legate alle limitazioni introdotte dal decreto legge 34 sui cosiddetti “gettonisti”.
Il nodo era tutt’altro che secondario. Le norme richiamate dal decreto legge 34, infatti, non consentono la prosecuzione dei contratti con il personale sanitario esterno comunemente definito “gettonista”, una formula utilizzata in molte realtà per coprire carenze di organico e assicurare la tenuta dei reparti più esposti. In questo quadro, il rischio di ripercussioni sul pronto soccorso di Cuorgnè era concreto. La proroga ottenuta consente invece di mantenere aperto il reparto, garantendo un presidio essenziale per la popolazione locale e per un’area vasta come il Canavese. Un risultato che, sul piano politico e istituzionale, viene presentato come frutto di un lavoro condiviso tra Regione e azienda sanitaria.
A dare notizia del provvedimento è stato il consigliere regionale Mauro Fava, che ha parlato di un esito positivo maturato attraverso un confronto portato avanti negli ultimi mesi. “In qualità di consigliere regionale e rappresentante del territorio, esprimo grande soddisfazione per il lavoro svolto in questi mesi in sinergia con il presidente Cirio, l’assessore Riboldi, il direttore generale Sottile e la Direzione dell’Asl To4. Grazie a questo impegno condiviso, è stata ottenuta la proroga del contratto”, ha dichiarato Fava.

Mauro Fava
Il consigliere ha poi sottolineato il valore strategico del passaggio, collegandolo a una prospettiva più ampia di rilancio della struttura sanitaria cittadina: “Si tratta di un passaggio fondamentale in attesa dell’esame del progetto di riqualificazione del presidio ospedaliero cittadino, un intervento di grande rilevanza volto a garantire continuità dei servizi e sviluppo per un territorio strategico come il Canavese”. A queste parole si aggiunge un ulteriore auspicio sul futuro dell’ospedale di Cuorgnè: “Confido che, a seguito della valutazione da parte delle autorità competenti, il progetto possa tradursi in nuove opportunità di investimento e nel rafforzamento delle professionalità sanitarie della struttura”.
Quando si parla di pronto soccorso, il rischio è sempre quello di ridurre tutto a una formula tecnica. In realtà, dietro la proroga c’è un tema molto concreto: la possibilità per i cittadini di continuare a contare su un punto di riferimento sanitario vicino, soprattutto in un territorio che ha bisogno di servizi stabili e accessibili. Il riferimento al Canavese come “territorio strategico” non è casuale. La tenuta del presidio ospedaliero di Cuorgnè si inserisce infatti in una discussione più ampia sulla sanità di prossimità, sulla distribuzione dei servizi e sulla capacità delle strutture periferiche di non diventare l’anello debole del sistema. In questo senso, la proroga rappresenta una risposta immediata all’emergenza, ma anche un segnale politico: evitare arretramenti mentre si valuta un progetto di riqualificazione più strutturale.
Uno degli elementi centrali emersi è proprio l’attesa per l’esame del progetto di riqualificazione del presidio ospedaliero cittadino. Al momento non vengono forniti dettagli tecnici, né tempistiche precise, ma il riferimento lascia intendere che il futuro del pronto soccorso e, più in generale, dell’ospedale di Cuorgnè, dipenderà anche dalle decisioni che saranno assunte dalle autorità competenti. Il punto, dunque, è duplice: da una parte salvaguardare l’operatività immediata del reparto; dall’altra costruire condizioni più solide per il medio e lungo periodo, attraverso investimenti e un rafforzamento delle professionalità sanitarie. È qui che si misurerà la reale portata dell’annuncio di oggi.
La notizia della proroga offre senza dubbio un sollievo al territorio. Ma, come spesso accade in sanità, una proroga risolve l’urgenza senza cancellare del tutto il problema. Il vero banco di prova sarà trasformare questa continuità temporanea in una stabilità duratura, capace di sottrarre il pronto soccorso di Cuorgnè alla logica dell’emergenza permanente. Per i cittadini del Canavese, il mantenimento del servizio è già un fatto importante. Per la politica e per la governance sanitaria piemontese, invece, il passaggio successivo sarà dimostrare che dietro l’annuncio c’è una strategia concreta, fatta di programmazione, personale e investimenti. Perché un pronto soccorso aperto è una buona notizia; un ospedale rafforzato sarebbe una notizia ancora migliore.
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