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Rubati i computer, risponde la città: Caluso si mobilita e riempie la scuola di solidarietà

Oltre 300 persone all’evento per ricostruire ciò che è stato tolto: raccolti più di 5 mila euro

Rubati i computer, risponde la città: Caluso si mobilita e riempie la scuola di solidarietà

Rubati i computer, risponde la città: Caluso si mobilita e riempie la scuola di solidarietà

Non solo una raccolta fondi, ma una risposta collettiva a un gesto che aveva lasciato il segno. A Caluso, il furto dei computer della scuola media Guido Gozzano, avvenuto lo scorso anno, ha innescato qualcosa che va oltre il danno materiale: una mobilitazione capace di unire famiglie, studenti, insegnanti e associazioni.

Domenica scorsa oltre 300 persone hanno partecipato all’iniziativa “Io, tu, noi… insieme per la scuola”, organizzata dall’istituto comprensivo con il sostegno dei Comuni del territorio. L’obiettivo era chiaro: raccogliere fondi per riacquistare i trenta personal computer sottratti, strumenti essenziali per l’attività didattica. Il risultato concreto è stato di poco superiore ai 5 mila euro, ma il valore dell’evento è andato ben oltre la cifra.

La giornata si è trasformata in un momento di incontro tra realtà diverse, unite da un senso di appartenenza condiviso. Dopo il furto, la scuola aveva subito un doppio colpo: la perdita degli strumenti e un senso diffuso di vulnerabilità. La risposta, invece, è stata quella di aprirsi al territorio, coinvolgendo energie e competenze in un progetto comune.

Il programma dell’evento è stato pensato per coinvolgere tutte le fasce d’età. Tra i momenti più apprezzati, la passeggiata tra le vigne, resa possibile dall’associazione Terre dell’Erbaluce, che ha permesso ai partecipanti di riscoprire il legame tra scuola e territorio. Accanto a questo, spazi di socialità, momenti conviviali e le esibizioni delle scuole di danza Ntsd e Symon Dance, capaci di portare energia e partecipazione.

Un ruolo centrale lo hanno avuto le associazioni locali, che hanno contribuito in modo concreto alla riuscita dell’iniziativa. Dall’Ordine delle Ninfe a Legambiente, passando per Kairos Pet Therapy, il Cissac Centro Famiglie e il Volontari Soccorso Sud Canavese: una rete ampia che ha dimostrato quanto il tessuto sociale possa fare la differenza quando si attiva.

Determinante anche il supporto delle Pro Loco, in particolare quella di Caluso insieme a Mazzè e Villareggia, che hanno collaborato all’organizzazione. Accanto a loro, la biblioteca civica e UniTre hanno partecipato alla fase preparatoria, contribuendo alla distribuzione del materiale e al coinvolgimento dei cittadini. La sezione soci Coop di Caluso e Strambino ha invece sostenuto l’evento con la fornitura di prodotti per la merenda, aggiungendo un ulteriore tassello alla rete di collaborazione.

A tenere insieme i diversi momenti della giornata è stata la conduzione di Diego Rosso, che ha accompagnato il pubblico tra le varie attività, mantenendo alto il coinvolgimento.

Il significato dell’iniziativa, però, non si esaurisce nella riuscita organizzativa o nella cifra raccolta. Quello che emerge è il ruolo della scuola come punto di riferimento per la comunità. Non solo luogo di apprendimento, ma spazio aperto, capace di generare relazioni e attivare risorse.

Il furto dei computer aveva evidenziato una fragilità. La risposta della comunità ha invece mostrato una forza diversa: quella della partecipazione. In un contesto in cui spesso si parla di crisi dei legami sociali, eventi come questo raccontano una realtà opposta, fatta di collaborazione e responsabilità condivisa.

Resta ora il percorso concreto per ricostruire quanto è stato perso. I fondi raccolti rappresentano un primo passo, ma il valore più importante è quello simbolico. La scuola non è rimasta sola. E quel gesto, nato per sottrarre, ha finito per generare una reazione capace di rafforzare il senso di comunità. A Caluso, la risposta non è stata solo economica, ma culturale. Un segnale che va oltre il singolo episodio e che restituisce l’immagine di un territorio capace di reagire insieme, trasformando una difficoltà in un’occasione di crescita collettiva.

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