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14 Aprile 2026 - 10:15
Traforo del Pino chiuso per un albero caduto: traffico nel caos
Ancora un albero crollato, ancora una strada bloccata, ancora disagi pesanti per la viabilità. La strada del Traforo del Pino è stata chiusa all’alba di oggi dopo la caduta di un grosso fusto finito sull’asfalto, probabilmente indebolito dalle piogge intense delle ore precedenti. Il traffico è stato immediatamente interrotto in entrambe le direzioni, paralizzando uno dei principali collegamenti tra Torino, Chieri e l’Astigiano.
Le conseguenze sono state immediate. Lunghe file di auto si sono formate già nelle prime ore del mattino, con code chilometriche sia verso Torino sia in direzione opposta. Una situazione che ha costretto centinaia di automobilisti a cercare percorsi alternativi, senza però riuscire a evitare completamente il caos.
Il traffico si è riversato sul cosiddetto Pino vecchio, già interessato da lavori in centro abitato. Qui la circolazione procede a senso alternato, regolata da un semaforo, creando ulteriori rallentamenti e tempi di percorrenza dilatati. Non è andata meglio su strada Eremo, altro asse secondario preso d’assalto dagli automobilisti, dove si sono registrati ingorghi e forti disagi.
Una mattinata complicata, dunque, per chi si sposta quotidianamente lungo questa direttrice. Ma l’episodio non è solo un problema di traffico. Riporta infatti al centro una questione più ampia: quella della sicurezza lungo il Traforo del Pino.

Traforo del Pino
Non si tratta di un caso isolato. Negli anni si sono verificati diversi episodi di caduta alberi, alcuni dei quali con conseguenze drammatiche. Il pensiero torna inevitabilmente al 7 agosto 2022, quando un albero si abbatté su un taxi in transito, causando la morte del conducente, Ezio Cauda. Una tragedia che segnò profondamente il territorio e che portò all’apertura di un procedimento giudiziario conclusosi, nei mesi scorsi, con la condanna di due funzionari dell’Anas.
Dopo quell’episodio erano stati avviati interventi di bonifica e messa in sicurezza lungo i versanti della strada, con lavori che avevano comportato la chiusura prolungata del trafforo per diversi mesi. Interventi importanti, ma evidentemente non sufficienti a eliminare completamente il rischio.
L’episodio di oggi riapre quindi interrogativi pesanti. Quanto è realmente sicura questa arteria? Gli interventi effettuati sono stati adeguati? E soprattutto, esiste un piano di monitoraggio costante della vegetazione lungo i versanti?
Le piogge degli ultimi giorni, particolarmente intense, hanno certamente contribuito a indebolire il terreno e le radici degli alberi, aumentando il rischio di cedimenti. Ma proprio per questo, sottolineano diversi osservatori, la prevenzione dovrebbe essere ancora più stringente.
Nel frattempo, la priorità resta la riapertura della strada. Le operazioni di rimozione dell’albero e di messa in sicurezza dell’area sono in corso, ma i tempi non sono ancora definiti. La situazione del traffico, intanto, resta critica, con ripercussioni anche sulle attività lavorative e sugli spostamenti quotidiani.
Per molti pendolari, il Traforo del Pino rappresenta una via essenziale. Ogni interruzione si traduce in ritardi, disagi e percorsi più lunghi, con un impatto concreto sulla qualità della vita. Ma oltre alla viabilità, c’è un tema che torna con forza: quello della sicurezza di chi percorre questa strada ogni giorno.
Un albero caduto può sembrare un episodio isolato. Ma in questo caso, inserito in una storia recente segnata da eventi ben più gravi, assume un significato diverso. Non solo un incidente, ma un segnale che invita a non abbassare la guardia.
E mentre gli automobilisti restano bloccati nel traffico, la domanda resta sospesa: è stato fatto davvero tutto il possibile per evitare che accada di nuovo?
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