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13 Aprile 2026 - 17:19
Festa della Repubblica, Mattarella cambia tutto: il 2 giugno diventa evento di piazza
Una svolta simbolica e insieme politica nel modo di celebrare la Repubblica. Per il 2 giugno 2026, in occasione degli 80 anni dalla nascita della Repubblica italiana, il presidente Sergio Mattarella cambia format: niente più tradizionale ricevimento nei giardini del Quirinale, ma un grande evento pubblico in piazza, pensato per essere aperto e condiviso.
La scelta segna un passaggio netto rispetto al passato. Il ricevimento al Quirinale, storicamente riservato a istituzioni, rappresentanti e ospiti selezionati, lascia spazio a una celebrazione che punta sulla partecipazione popolare. Il fulcro dell’iniziativa sarà proprio piazza del Quirinale, trasformata per l’occasione in un palcoscenico a cielo aperto.
Secondo le anticipazioni, l’evento avrà una dimensione nazionale. Sono infatti in corso contatti con i sindaci di numerose città italiane per allestire maxischermi nelle piazze, così da permettere la visione collettiva della manifestazione in tutta Italia. L’obiettivo è rendere la Festa della Repubblica un momento realmente condiviso, superando i confini fisici di Roma.
Sul palco è previsto un programma che intreccia cultura, spettacolo e riflessione civile. I testi dovrebbero essere curati dallo scrittore Maurizio De Giovanni, mentre tra gli ospiti invitati figurano nomi di primo piano del panorama artistico italiano: da Roberto Benigni a Paola Cortellesi, da Toni Servillo a Carlo Verdone, passando per Gianni Morandi e il danzatore Roberto Bolle. Un cast ampio e trasversale, pensato per raccontare la Repubblica attraverso linguaggi diversi.
Non è previsto, almeno secondo le informazioni attuali, un discorso ufficiale del presidente Mattarella durante la serata. La sua presenza sarà comunque centrale, ma inserita in un contesto più corale, in cui il racconto dei valori repubblicani passerà anche attraverso le voci e le interpretazioni degli artisti.
L’organizzazione dell’evento vede coinvolti diversi attori istituzionali e culturali: la Siae come main sponsor, la Rai per la trasmissione televisiva e l’Anci, già al lavoro per coordinare la diffusione nelle piazze italiane.
La scelta del Quirinale appare quindi chiara: trasformare una celebrazione istituzionale in un appuntamento capace di parlare a un pubblico più ampio. Un modo per segnare un anniversario importante non solo con il linguaggio della tradizione, ma anche con quello della condivisione e della partecipazione collettiva.

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