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Restanza, il racconto di chi resta: Mauceri al Cinema Boaro

Al Cinema Boaro di Caluso, Filippo Mauceri presenta il suo documentario tra memoria, identità e spopolamento. Con Davide Gamba, un confronto sul significato contemporaneo della “restanza” tra Sud e Nord

Due volti di successo canavesani

Filippo Mauceri e Mario Griselli

Domenica 12 aprile il Cinema Boaro di via Palestro a Ivrea ha ospitato un incontro dedicato ai temi della “restanza”, tra riflessione sociologica e narrazione cinematografica. Protagonista Filippo Mauceri, autore e regista televisivo, intervenuto per presentare il suo ultimo documentario.

L’appuntamento, iniziato alle 11 e moderato da Davide Gamba della Libreria Mondadori, ha richiamato un pubblico numeroso. Il confronto ha superato l’ambito cinematografico, affrontando le dinamiche dello sradicamento e della permanenza nelle aree interne del Paese.

«Siamo abituati a narrare solo chi parte per avere successo, ma esiste un’epica silenziosa in chi decide di non recidere le radici», ha osservato Filippo Mauceri. «Con questo progetto voglio dare voce a chi resta, per trasformare l’assenza in presenza».

Il dibattito si è aperto con una riflessione linguistica proposta da Davide Gamba, che ha ricondotto il termine “restanza” a una tradizione più ampia. «Per chi vive al Nord, parole che terminano in ‘za’, come ‘femminanza’ o ‘restanza’, possono sembrare recenti», ha spiegato. «In realtà sono attestate fin dall’antichità, basti pensare a Iacopo Da Lentini. Oggi, seguendo l’antropologo Vito Teti, indicano una scelta attiva, politica e culturale».

Il documentario è ambientato ad Agira, in provincia di Enna, ma il confronto ha evidenziato come lo spopolamento non riguardi solo il Mezzogiorno. Fenomeni analoghi interessano anche il Nord, con realtà come Caluso e le valli circostanti.

Nel film, la Sicilia è raccontata attraverso testimonianze diverse: chi resta per necessità, chi per scelta e chi torna dopo un’esperienza migratoria. La dimensione personale di Filippo Mauceri si intreccia con questi percorsi. Trasferito a Caluso a un anno di età, ha vissuto lo sradicamento come una condizione familiare.

«Filippo non se n’è andato per cercare lavoro, è stato portato via da neonato», ha sottolineato Davide Gamba. «Il suo è un ritorno continuo, un confronto con ciò che sarebbe potuto essere».

La presentazione di Davide Gamba insieme a Filippo Mauceri

La riflessione di Filippo Mauceri

«La restanza non è un ripiego», ha aggiunto Filippo Mauceri. «È una scelta che richiede responsabilità: restare significa prendersi cura dei luoghi».

Nel corso dell’incontro, il regista ha ringraziato il pubblico, riconoscendone il valore personale. «Molte delle persone presenti fanno parte della mia vita», ha detto. «Se il film racconta ciò che non è stato, qui si rappresenta ciò che è».

In un passaggio più intimo, Filippo Mauceri ha richiamato il legame con la Sicilia. «Devo tutto alla mia terra, ma resta il dubbio su come sarebbe stata una vita diversa».

Nel suo percorso ha avuto un ruolo anche Mario Griselli, con cui ha condiviso le prime esperienze a Radio Vogue. Oggi Griselli, produttore e regista con la casa di produzione ProdAction, rappresenta un punto di riferimento nel contesto locale e collaborerà allo sviluppo del secondo capitolo del documentario, dedicato al Piemonte.

L’incontro di Ivrea rappresenta l’avvio di un percorso che proseguirà l’8 luglio nell’ambito della rassegna “Sere d’Estate”, organizzata da Rosse Torri e dall’Archivio Nazionale Cinema Impresa. In programma un confronto tra Filippo Mauceri e il sociologo Andrea Membretti, seguito dalla proiezione di un corto sullo spopolamento e del documentario.

«Spero che questo lavoro contribuisca a creare consapevolezza», ha concluso Filippo Mauceri. «La restanza riguarda anche il Nord, dove molti paesi stanno perdendo vitalità».

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