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La Voce degli animali

Tek, sopravvissuto all’orrore: ferite gravissime, ora rischia un’altra amputazione

Il cane trascinato da un trattore tra Sparone e Pont Canavese resta in condizioni gravi. Medicazioni quotidiane e nuova visita dal veterinario. I volontari: “È dolcissimo”. Indagini in corso, preoccupazione anche per altri animali tenuti a catena

Tek, sopravvissuto all’orrore: ferite gravissime, ora rischia un’altra amputazione

Tek, sopravvissuto all’orrore: ferite gravissime, ora rischia un’altra amputazione

Le ferite sono così profonde da lasciare senza parole. La domanda, inevitabile, è sempre la stessa: come abbia fatto a sopravvivere. Tek, il cane trascinato per chilometri lungo la provinciale tra Sparone e Pont Canavese, è vivo. E oggi continua a lottare, mentre attorno a lui si muove una rete di volontari che non lo lascia solo.

A fornire gli ultimi aggiornamenti è il gruppo animalista “Una zampa per amico”.

Segue la vicenda fin dai primi momenti. "Le condizioni restano serie - ci dice - Il corpo dell’animale porta segni evidenti e devastanti, ferite estese che richiedono medicazioni quotidiane. Un lavoro costante, delicato, che prosegue giorno dopo giorno nel tentativo di evitare complicazioni...".

tek

Nella giornata di oggi Tek tornerà dal dottor Chiattano. Si sta valutando un nuovo intervento: parte del tessuto è necrotico e potrebbe rendersi necessaria l’amputazione di un’altra falange. Un passaggio che dà la misura della gravità delle lesioni riportate.

«Quando l’ho visto ieri mi sono chiesta come sia riuscito a sopravvivere, povera creatura», racconta "Una zampa per amico". Eppure, nonostante tutto, Tek reagisce. Si sta lentamente riprendendo. E colpisce per la sua indole: «È di una dolcezza infinita». Non si ribella, si lascia curare, cerca contatto. Un comportamento che rende ancora più difficile accettare quanto accaduto.

A seguirlo quotidianamente è la volontaria Monica, impegnata nelle medicazioni e nell’assistenza continua. È lei che si prende cura di lui, che lo accompagna in questo percorso lungo e incerto.

Quando è stato recuperato, Tek era anche estremamente magro. «Mangiare non era la sua quotidianità», commentano i volontari. Un elemento che si aggiunge a un quadro già pesante.

E infatti l’attenzione si allarga. Non c’è solo Tek. Ci sarebbero altri due cani ancora in possesso dell’uomo coinvolto nella vicenda, animali che – secondo quanto emerso – vivrebbero legati a catena e in condizioni molto difficili. «Ho parlato con il mio gruppo e vedremo come attivarci», spiegano da "Una zampa per amico". L’obiettivo è intervenire anche per loro, prima che sia troppo tardi.

Resta aperto il capitolo delle responsabilità. Non è ancora chiaro se il proprietario sia stato sanzionato. Le indagini, affidate ai carabinieri della compagnia di Ivrea, sono in corso per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti. L’ipotesi è di un incidente, di una distrazione: il cane sarebbe rimasto legato al trattore per una svista. Ma anche in questo scenario resta un elemento che pesa, ed è quello della negligenza. Tek, infatti, non è stato portato immediatamente dal veterinario.

La vicenda è finita anche all’attenzione della Procura di Ivrea, dove l’Associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa) ha presentato un esposto chiedendo di fare piena luce sull’accaduto.

Quel giorno, lungo la provinciale, a evitare il peggio è stato Ivan, un automobilista di passaggio. È stato lui ad accorgersi di quanto stava succedendo, a fermare il trattore e a permettere il salvataggio del cane. Senza il suo intervento, le conseguenze sarebbero potute essere ancora più gravi.

Oggi Tek resta un animale ferito, provato, ma vivo. Un cane che prova a rialzarsi nonostante tutto. Attorno a lui, volontari e cittadini seguono ogni aggiornamento con apprensione. E mentre le indagini vanno avanti, cresce anche una speranza: che da questa storia si riesca a salvare non solo Tek, ma tutti quegli animali trattati come oggetti, legati, trascurati, dimenticati.

Esseri senzienti, capaci di provare dolore, paura, affetto, che invece continuano a pagare il prezzo di negligenze, superficialità o, peggio, indifferenza.

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