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11 Aprile 2026 - 10:50
Mattarella premia 28 Alfieri: giovani protagonisti della solidarietà
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito oggi 28 Attestati d’onore di “Alfiere della Repubblica” a giovani che nel 2025 si sono distinti per altruismo, senso civico e impegno verso gli altri. Un riconoscimento che ogni anno accende i riflettori su storie spesso silenziose, fatte di gesti concreti e quotidiani, lontani dalla ribalta ma capaci di incidere nella vita delle comunità.
Il tema scelto per questa edizione, “Sperimentare e comunicare la solidarietà”, mette al centro proprio il modo in cui le nuove generazioni vivono e raccontano l’aiuto reciproco. Non come concetto astratto, ma come esperienza diretta: sostenere un compagno in difficoltà, prendersi cura dell’ambiente, intervenire durante un’emergenza. Azioni diverse tra loro, ma unite da un filo comune: la volontà di sentirsi parte attiva della società.
Dal Quirinale arriva un messaggio chiaro. Gli adolescenti non sono spettatori passivi, ma protagonisti capaci di empatia e partecipazione, spesso in modo spontaneo e immediato. Una fotografia che contrasta con una narrazione diffusa, che tende a descriverli come distanti o disinteressati. Le storie premiate raccontano invece una realtà più articolata, fatta di responsabilità, sensibilità e desiderio di contribuire al bene comune.
I 28 giovani insigniti rappresentano un mosaico di esperienze diverse: volontariato, impegno civile, creatività, capacità di trasformare difficoltà personali in risorse. In molti casi, fragilità e disabilità diventano punti di forza, strumenti per aiutare altri e costruire percorsi di inclusione. Non episodi isolati, ma segnali di una presenza diffusa che attraversa scuole, associazioni e territori.

Sergio Mattarella
Accanto ai riconoscimenti individuali, sono state assegnate anche quattro targhe a classi che si sono distinte per progetti legati all’inclusione. Un elemento che amplia lo sguardo: la solidarietà non riguarda solo il singolo gesto, ma può diventare pratica collettiva, costruita giorno dopo giorno all’interno di un gruppo. Le esperienze premiate mostrano ambienti scolastici capaci di promuovere rispetto, cooperazione e attenzione verso i più fragili.
Il valore di questi riconoscimenti non sta soltanto nel premio in sé, ma nella loro funzione pubblica. Dare visibilità a queste storie significa proporre modelli positivi, capaci di generare emulazione e fiducia. In un tempo segnato da divisioni e difficoltà, l’idea di una solidarietà “contagiosa”, come viene definita nella nota del Quirinale, assume un significato concreto.
Resta un dato evidente: esiste una generazione che, lontano dai riflettori, pratica ogni giorno forme di cittadinanza attiva. Renderla visibile non è solo un atto simbolico, ma un passaggio necessario per riconoscere ciò che già esiste e che spesso viene ignorato. Gli Alfieri della Repubblica non raccontano un’eccezione, ma una possibilità reale. E, in molti casi, già diffusa.
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