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Costume e società

Simona Ventura, dalla Rai a San Marino: la “seconda vita” televisiva di una protagonista senza tempo

Dopo il San Marino Song Contest, la conduttrice torna al centro della scena nella Repubblica del Titano

Simona Ventura, dalla Rai a San Marino: la “seconda vita” televisiva di una protagonista senza tempo

Simona Ventura, dalla Rai a San Marino: la “seconda vita” televisiva di una protagonista senza tempo

C’è un filo rsso che lega le ultime mosse televisive di Simona Ventura e porta dritto fuori dai confini della televisione italiana tradizionale. Un percorso che passa da San Marino, diventato negli ultimi anni uno spazio sempre più interessante per volti storici del piccolo schermo. Dopo l’esperienza al San Marino Song Contest, la conduttrice chivassese d'adozione è tornata protagonista con un nuovo progetto: “Il Colibrì – Spazio di libertà”, programma che segna un ulteriore capitolo nella sua carriera.

La tv sammarinese, pur nelle sue dimensioni ridotte, si sta ritagliando un ruolo preciso: quello di laboratorio televisivo, meno ingessato e più aperto alla sperimentazione. In questo panorama, Ventura sembra muoversi con naturalezza, forte di una carriera che l’ha vista attraversare tutte le stagioni della televisione italiana.

Il ricordo del San Marino Song Contest è ancora recente. La manifestazione, nata per selezionare il rappresentante del Titano all’Eurovision, ha trovato proprio nella presenza di Ventura uno dei suoi elementi di maggiore riconoscibilità. Una conduzione che ha unito ritmo, esperienza e quella capacità – tipica della conduttrice – di tenere insieme spettacolo e racconto. Un ritorno, per certi versi, alle sue radici: la grande diretta, il contatto con il pubblico, la gestione di eventi complessi.

Oggi, con “Il Colibrì – Spazio di libertà”, il registro cambia. Non più il ritmo serrato dei grandi show, ma uno spazio più raccolto, quasi intimo. Il programma, condotto da Giovanni Terzi e firmato anche dalla stessa Ventura, punta tutto sul dialogo. Ospiti provenienti da mondi diversi – dalla divulgazione scientifica all’arte, dalla politica ai temi sociali – si confrontano in un contesto che privilegia l’ascolto e l’approfondimento.

È un format che sembra cucito addosso a una televisione diversa, meno urlata, più riflessiva. E anche in questo caso, Ventura dimostra una capacità non scontata: quella di adattarsi ai cambiamenti senza perdere identità. Se negli anni Novanta era il volto di una tv irriverente e innovativa, capace di imporsi con programmi come “Mai dire Gol”, “Le Iene” e “Matricole”, nel tempo ha saputo trasformarsi, diventando protagonista di show popolari come “L’Isola dei Famosi” e persino del Festival di Sanremo.

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Il passaggio a San Marino non è quindi un ridimensionamento, ma piuttosto una nuova fase. Una scelta che riflette anche l’evoluzione del sistema televisivo, sempre meno centrato su pochi grandi poli e sempre più frammentato tra canali, piattaforme e progetti editoriali diversi.

In questo scenario, Simona Ventura resta una figura capace di attraversare contesti differenti mantenendo una propria cifra. Dal grande intrattenimento al racconto più intimo, dalla tv commerciale ai progetti di confine, il suo percorso continua a muoversi lungo una linea precisa: quella di chi, da oltre trent’anni, sa stare davanti alle telecamere senza mai diventare prevedibile.

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