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Hackathon Next, a Torino la sfida dei giovani per rendere la finanza più semplice e digitale

Alle Ogr Tech l'11 aprile una competizione gratuita promossa. Focus sull’educazione finanziaria

Hackathon Next, a Torino la sfida dei giovani per rendere la finanza più semplice e digitale

Hackathon Next, a Torino la sfida dei giovani per rendere la finanza più semplice e digitale

C’è un punto di partenza chiaro, quasi inevitabile: la distanza tra giovani e finanza. Non una semplice questione di competenze, ma un vero e proprio scarto culturale, fatto di linguaggi diversi e di strumenti che non dialogano. È su questo terreno che si inserisce Hackathon Next, l’iniziativa in programma sabato 11 aprile alle Ogr Tech di Torino, che prova a ribaltare la prospettiva: non più spiegare la finanza ai giovani, ma chiedere ai giovani di riscriverla.

Promossa da Banca Territori del Monviso in collaborazione con Devpunks, la giornata si presenta come una sfida concreta: trasformare concetti bancari complessi in strumenti digitali semplici, immediati, capaci di parlare la lingua delle nuove generazioni. Non è solo una questione di applicazioni o codice, ma di approccio. Perché se la finanza resta incomprensibile, il problema non è soltanto di chi la riceve, ma anche di chi la costruisce.

A partire dalle 10.30, con la presentazione della sfida tecnica, i partecipanti saranno chiamati a lavorare in gruppo per sviluppare soluzioni innovative: applicazioni, agenti di intelligenza artificiale, esperienze interattive. Strumenti pensati per rendere accessibili temi come il risparmio, il credito, la gestione del denaro. Un terreno che, oggi più che mai, riguarda direttamente il futuro dei giovani, ma che continua a essere percepito come distante, quasi estraneo.

Eppure, è proprio questa distanza a rendere significativa l’iniziativa. Portare l’educazione finanziaria dentro un hackathon significa renderla materia viva, sottrarla alla dimensione teorica e trasformarla in esperienza concreta. Significa anche riconoscere un dato spesso sottovalutato: i giovani non sono solo destinatari di contenuti, ma possono diventare protagonisti nella loro costruzione. In altre parole, non più utenti passivi, ma progettisti di nuovi linguaggi.

Dietro l’evento c’è anche una strategia più ampia. Hackathon Next si inserisce infatti nel progetto Next - Btm Young Community, con cui la banca del cuneese prova a ridefinire il proprio rapporto con il territorio e con le nuove generazioni. Un tentativo di superare l’immagine tradizionale dell’istituto di credito come struttura distante, per aprirsi invece a un dialogo più diretto, più contemporaneo. Non è un passaggio banale, perché implica un cambio di ruolo: da semplice erogatore di servizi a soggetto attivo nella formazione e nell’innovazione.

In questo senso, la giornata alle Ogr Tech diventa anche un banco di prova. Non solo per i partecipanti, chiamati a misurarsi con problemi reali del mondo finanziario, ma per la stessa banca, che mette in gioco la propria capacità di ascoltare e di lasciarsi contaminare da linguaggi nuovi. Avvicinare i giovani alla finanza non significa soltanto spiegare come funziona un conto corrente, ma aiutarli a comprendere i meccanismi economici che influenzeranno le loro scelte: dal risparmio all’accesso al credito, fino alla gestione dell’incertezza.

Il format della competizione prevede anche una dimensione premiale: i migliori progetti saranno valutati da una giuria composta da esperti di tecnologia e rappresentanti dell’istituto, con premi da 1.000, 500 e 250 euro in buoni Amazon. Ma ridurre tutto a una gara sarebbe limitante. L’impostazione dell’evento è quella di un laboratorio di competenze, in cui la collaborazione interdisciplinare diventa centrale e dove il valore sta tanto nel processo quanto nel risultato.

Non è un caso che la sede scelta siano proprio le Ogr Tech. Torino, negli ultimi anni, ha consolidato il proprio ruolo di crocevia tra innovazione, impresa e formazione. In questo contesto, l’hackathon assume anche un valore simbolico: quello di una finanza che prova a uscire dai propri spazi tradizionali per entrare nei luoghi in cui si immagina il futuro. Un passaggio che racconta qualcosa di più profondo: la consapevolezza che il cambiamento non si governa dall’alto, ma si costruisce insieme.

Resta da vedere quali idee emergeranno da questa giornata. Ma il segnale è già chiaro. Se la finanza vuole tornare a essere comprensibile, deve cambiare linguaggio. E forse, per farlo davvero, deve avere il coraggio di mettersi nelle mani di chi quel linguaggio lo vive ogni giorno.

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