La Fondazione Via Maestra cambia guida a poco più di un mese dalle elezioni comunali. Ad annunciarlo, con un post su Facebook, è il sindaco uscente Fabio Giulivi: il nuovo direttore generale sarà l’architetto Lorenzo Germak, figura nota nel panorama culturale torinese. Una nomina che arriva in un passaggio tutt’altro che neutro, mentre la campagna elettorale entra nel vivo e la città si prepara a scegliere la prossima amministrazione.
Germak è un nome riconoscibile. Architetto, progettista culturale, tra i fondatori di Paratissima nel 2005, ha lavorato negli anni su progetti legati alla rigenerazione urbana e alla valorizzazione di spazi complessi, contribuendo anche al rilancio della Cavallerizza a Torino. Un profilo che unisce progettazione, eventi e gestione culturale, con un’attenzione particolare agli spazi ibridi e alla sostenibilità delle iniziative.
È su questo tipo di competenze che punta Giulivi. Nel suo annuncio parla di “visione di lungo periodo” e di una figura capace di “alzare ulteriormente il livello delle politiche culturali” della città. Ma il contesto in cui questa scelta viene fatta pesa quanto, se non più, del curriculum.
Perché mentre si nomina il nuovo direttore, si chiude anche una lunga stagione. Dopo vent’anni lascia infatti Mirco Repetto, storico direttore della Fondazione. E non si tratta di un semplice pensionamento: Repetto è oggi candidato sindaco per la coalizione di centrosinistra, proprio in contrapposizione a Giulivi. Un dettaglio che cambia la lettura politica dell’operazione.
Il passaggio, quindi, non è solo amministrativo. È anche un cambio di equilibrio.
Nel post, il sindaco uscente ringrazia Repetto per il lavoro svolto, riconoscendone la gestione anche nei momenti più complessi, come quelli della pandemia. Ma nello stesso tempo si apre una fase nuova, affidata a una figura esterna e con un profilo diverso. Meno legato alla continuità interna della Fondazione, più orientato alla progettazione e alle reti culturali.
Il punto è il timing. La nomina arriva ora, a ridosso del voto, quando le scelte compiute dall’amministrazione assumono inevitabilmente un peso politico. Inserire un nuovo direttore generale in una partecipata strategica significa infatti orientarne il percorso per gli anni a venire, ben oltre la scadenza elettorale.
E non si tratta di una partecipata qualsiasi. La Fondazione Via Maestra è il perno della politica culturale cittadina. E lo sarà ancora di più nei prossimi mesi, quando entrerà in funzione il primo lotto dell’Hub della Cultura nell’ex caserma Beleno. Un progetto centrale per Venaria, sia dal punto di vista simbolico che operativo.
Giulivi lo sottolinea chiaramente: teatro, biblioteca e nuovo hub dovranno diventare “luoghi vivi, partecipati, aperti a tutte le fasce d’età e soprattutto ai giovani”. È una linea già più volte ribadita dall’amministrazione, ma che ora dovrà passare dalla fase delle dichiarazioni a quella della gestione concreta.
Perché costruire spazi è una cosa. Farli funzionare è un’altra.
Ed è qui che si gioca la partita di Germak. Il suo profilo è coerente con l’idea di un hub culturale dinamico, capace di produrre eventi e attrarre pubblico. Ma Venaria non è Torino, e il rischio di importare modelli senza adattarli al contesto locale è reale. La sfida sarà proprio questa: trasformare un progetto ambizioso in un sistema che regga nel tempo, senza vivere solo di inaugurazioni e appuntamenti straordinari.