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08 Aprile 2026 - 11:30
Arcangelo Gallon
Venerdì 3 aprile abbiamo telefonato all’ARPA per sapere che cosa l’Agenzia stia facendo, o cosa farà, per accertare se esistono le discariche non autorizzate nei pressi nell’area dove è stato progettato il bacino di laminazione del rio Fossasso.
La presunta esistenza delle discariche non autorizzate, risalenti a circa cinquanta anni, è stata segnalata qualche mese fa al sindaco dottor Antonino Careri dal geologo Guido Bruno e dal signor Luigino Alesina. Il sindaco ha a sua volta inoltrato la segnalazione all’ARPA, all’ASL e alla SMAT.
Abbiamo più volte scritto e telefonato ai tre enti. Ma con scarsi risultati. Finalmente venerdì 3 aprile il dottor Maffiotti di ARPA ci ha risposto e ci ha fornito alcuni indicazioni: “dopo Pasqua” (non sappiamo quando) ARPA, il Comune e altri soggetti terranno una riunione. ARPA sottoporrà al Comune una “piano di campionamento”. Toccherà al Comune dire sì o no, anche perché il lavoro deve pagarlo il Comune stesso. I risultati dei campionamenti si conosceranno fra qualche mese: nel frattempo il procedimento autorizzativo del bacino si interromperà in attesa dei risultati.
Per noi è stata un po’ una sorpresa: controlliamo quotidianamente il sito del Comune e non avevamo trovato alcuna informazione circa questa importante riunione con ARPA.
Il consiglio comunale, tutto il consiglio, e i cittadini sono stati avvisati di questo incontro?
E chi vi parteciperà per il Comune?
In condizioni “normali” parteciperebbero il sindaco Careri, l’assessore competente (lavori pubblici o simili, quindi forse l’ingegner Romina Merlo) e almeno un tecnico comunale. Ma a Montanaro la situazione è più complicata. Vi sarà anche l’ex sindaco e ora consigliere di minoranza ingegner Giovanni Ponchia, che fa parte della Commissione speciale sul bacino di laminazione? Cioè ci andrà solo il sindaco Careri oppure ci andranno entrambi i “due sindaci” di Montanaro Careri e Ponchia?
Inoltre, dopo che il 9 febbraio il sindaco Careri ha dimissionato Arcangelo Gallon da vicesindaco, ora la maggioranza che fino a ieri sosteneva il sindaco appare divisa. Arcangelo Gallon, Luca Rastaldo e Stefano Pellegrino fanno parte a sé: non hanno tolto il sostegno a Careri e dichiarano di fare ancora parte della maggioranza, ma si riservano di votare contro o a favore del sindaco a seconda delle circostanze. I “tre” accetteranno di venire esclusi dall’incontro con ARPA?
Facciamo un passo indietro: perché si è creata la “spaccatura” entro la maggioranza? Qui possiamo solo fare delle ipotesi. Nel decreto n. 5 del 9 febbraio, con il quale Careri ha “licenziato” il vicesindaco Gallon, il sindaco scrive genericamente “che è venuto a mancare il rapporto di fiducia nonché la comune visione di indirizzo nell’ambito della gestione amministrativa…”. Mi pare un po’ poco, un po’ generico, un po’ vago, una frase in burocratese che non spiega nulla. I cittadini non meriterebbero una spiegazione precisa e concreta delle ragioni che hanno portato alla rottura e all’estromissione dalla giunta di un membro che alle elezioni del 2024 aveva raccolto molti voti?
In una intervista alla Nuova Periferia l’ex vicesindaco Gallon abbozza quella che ci appare una spiegazione. Nel novembre 2025, in sede di approvazione del bilancio previsionale triennale, due membri della giunta hanno chiesto al sindaco – legittimamente - un aumento della loro indennità di carica. Gallon non era d’accordo, e ha fatto presente al sindaco che l’aumento non trovava adeguata giustificazione e che avrebbe comportato una aumento di spesa per il Comune di circa 25.000 euro l’anno, che sarebbero stati sottratti ad altri lavori. Ma i due membri della giunta non demordono e a fine gennaio ribadiscono la loro richiesta di aumento agli uffici finanziari. Gallon non lo dice, ma è facile comprendere che per lui quella sia stata la causa (o una delle cause) della rottura con Careri e del suo “licenziamento”.
Chi sono i due membri della giunta che chiedevano un aumento dell’indennità? Possiamo fare una ipotesi: escluso Gallon, contrario all’aumento, ed escluso Stefano Pellegrino, che non era già più assessore, non restano che l’ingegner Merlo e l’avvocato Marchisio. Abbiamo chiesto ad entrambe, al loro indirizzo di posta elettronica comunale, una conferma o una smentita, ma non abbiamo avuto risposta.
Infine, un dettaglio. Di quali cifre stiamo parlando? La legge assegna al sindaco 4.200 euro al mese. Ma Careri si era autoridotta l’indennità del 40% e quindi percepisce 2.401 euro mensili. Gallon potrebbe percepire per legge 2.001 euro il mese, indennità autodimezzata a 1.000 euro come comunicato dal medesimo Gallon. Per legge all’ingegner Romina Merlo e all’avvocato Elisabetta Marchisio spettano 1.800,90 euro al mese ciascuna. Ma si erano autoridotte l’indennità del 50% e pertanto oggi incassano solo 900,45 euro il mese ciascuna.
Quale aumento avrebbero chiesto, secondo Gallon, che era contrario?
Su La Nuova Periferia Gallon scrive che l’aumento complessivo di spesa per il Comune sarebbe ammontato a circa 25.000 euro l’anno. Contando alla buona, le due assessore avrebbero dunque chiesto di far risalire la loro indennità mensile a quanto consentito dalla legge (per questo scriviamo che la loro richiesta è legittima): all’incirca un raddoppio, da 900 a 1800 euro.
A differenza delle due assessore, il sindaco Careri, con la consueta disponibilità, ci ha risposto. Il sindaco nega che Gallon sia stato “licenziato” perché contrario alla presunta richiesta di aumento dell’indennità avanzata dalle due assessore. Dunque le cause sarebbero altre: ma quali? Che cosa ha portato alla rottura fra Careri e Gallon?
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