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08 Aprile 2026 - 09:17
La transumanza torna a Lauriano
Strade bloccate, recinzioni danneggiate, sporco lungo il passaggio e timori per la sicurezza. Ogni anno, con il ritorno della transumanza, a Lauriano si riaccende il confronto tra chi vede nelle greggi uno spettacolo affascinante e chi deve fare i conti con disagi concreti. Il passaggio delle pecore lungo le vie del paese provoca rallentamenti e disordine: le auto restano in attesa mentre gli animali attraversano le strade, lasciando residui che un tempo erano considerati prezioso fertilizzante, ma oggi vengono percepiti come un problema.

La transumanza a Lauriano
Tra le criticità più segnalate ci sono i danni alle proprietà private. Un cittadino racconta: «Ogni anno i pastori passano davanti a casa mia e, se non intervengo, pecore e capre mi rovinano la recinzione mangiando tutta l’edera. L’anno scorso ho parlato con loro e mi avevano detto che avrebbero fatto attenzione, ma non è stato così. Quest’anno è andata bene perché ero presente, ma non posso chiudermi in casa ogni volta per controllare». Non manca poi la preoccupazione per i cani da pastore, indispensabili per la gestione del gregge ma spesso percepiti come una minaccia da chi frequenta sentieri e campagne per fare sport, essendo addestrati a difendere gli animali e pronti a reagire alla presenza di estranei.
Sul piano normativo interviene l’avvocato Emmanuele Serlenga, che chiarisce: «L’articolo 636, comma 3, del Codice Penale punisce il pascolo abusivo su terreni altrui con la reclusione fino a due anni. Ne risponde anche l’allevatore che lascia il gregge incustodito. Il problema è che spesso è difficile identificare il responsabile: per questo è importante chiamare subito i Carabinieri, così da poterlo identificare».
Ma la transumanza, a Lauriano, che oggi per alcuni è un “problema”, era importante e fondamentale per la antica storia. A ricordarlo è Sergio Sapetti, scrittore, docente e residente: «Ci sono territori intrisi di tradizioni e storie millenarie, e questo è il caso di Lauriano, l’antica Bodincomagus dei Celti e dei Romani». Il paese nacque come mercato fluviale lungo il Po, in un punto profondo e navigabile, dove transitavano le greggi dirette dalle zone di Alba e Bra verso le valli di Lanzo, fino a Balme.
Sapetti ricorda anche le radici dell’allevamento ovino: «La famiglia celtico-romana degli Oviconi era originaria di Bodincomagus: uomini liberi e di nobile stirpe, che traevano il loro nome da “ovis”, pecora, a testimonianza dell’importanza di questi animali nella nostra economia». Dopo l’epoca romana, Lauriano — nome derivato dalla famiglia romana dei Laberi — rimase un punto strategico lungo le rotte della transumanza, anche grazie a uno dei principali attraversamenti del Po.
Fino a pochi decenni fa, questa tradizione era parte viva della comunità: «In autunno i pastori affidavano ai bambini degli agnellini — racconta Sapetti —. I bimbi se ne prendevano cura durante l’inverno e in primavera li restituivano, ricevendo in cambio lana e formaggio». Un mondo fatto di ritmi lenti e relazioni oggi sempre più distanti, mentre anche la campagna ha assunto abitudini simili a quelle cittadine, rendendo più complessa la convivenza con pratiche antiche.
Lungo queste rotte si intrecciano anche storie familiari e identità locali: è probabile che famiglie come i Sapetti, presenti in modo specifico lungo il percorso della transumanza, abbiano proprio origine da pastori che per secoli hanno attraversato queste terre tra pianure e alpeggi, passando da Lauriano.
La transumanza resta così sospesa tra il fascino di una tradizione millenaria e le difficoltà della vita moderna: trovare un equilibrio tra questi due mondi è oggi la vera sfida per un territorio che venti secoli fa permise a genti di stirpi e usi e costumi diversi di convivere operosamente e in armonia per tante generazioni.

Silvio Panciera - Altri pretoriani a Roma : nuove iscrizioni e vecchie domande - Epigrafe di Ovicioni di Bodincomagus

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