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Bilancio, quasi 4 milioni di euro in più a San Mauro: ossigeno per i cittadini o cattiva gestione?

Tra multe incassate, tagli statali e nuove tensioni internazionali, il bilancio di San Mauro Torinese racconta tutte le fragilità dei conti locali

Bilancio, quasi 4 milioni di euro in più a San Mauro: ossigeno per i cittadini o cattiva gestione?

Bilancio, quasi 4 milioni di euro in più a San Mauro: ossigeno per i cittadini o cattiva gestione?

Quasi 4 milioni di euro. È questo l’avanzo di amministrazione emerso dal rendiconto del Comune di San Mauro Torinese, un dato che, più che chiudere il dibattito, lo riapre. Perché dietro la cifra – importante, soprattutto per un Comune da 19mila abitanti circa – si nasconde una questione più complessa: capire da dove arrivano quei soldi e, soprattutto, come verranno utilizzati.

Secondo quanto dichiarato dall’assessore al bilancio Matteo Fogli a La Nuova Periferia, l’avanzo complessivo sarebbe composto da circa 2,5 milioni di quota libera, a cui si aggiungono 550mila euro destinati agli investimenti e circa 800mila euro derivanti dagli oneri di urbanizzazione. Numeri che aprono margini di manovra, ma che in Consiglio comunale sono stati affrontati il 30 marzo con un tono decisamente più prudente rispetto alla narrazione degli scorsi mesi.

In aula, infatti, Fogli ha evitato qualsiasi trionfalismo, riportando il discorso su un piano tecnico. L’avanzo non è il frutto di una sola scelta politica, ma il risultato di un equilibrio costruito nel tempo tra recupero delle entrate, revisione di accantonamenti e dinamiche contabili che incidono profondamente sulla formazione del risultato finale. Una parte delle risorse deriva anche dall’attività di riscossione, tema su cui l’amministrazione insiste da mesi.

Nel 2025, il Comune ha incassato circa 1,38 milioni di euro di multe, una cifra significativa che però, come lo stesso assessore ha sottolineato, non coincide automaticamente con quanto accertato a bilancio. Tra somme teoriche e incassi reali esiste sempre uno scarto, ed è proprio su questo margine che si gioca una parte della tenuta finanziaria dell’ente.

Matteo Fogli

Per leggere davvero il dato dell’avanzo, però, bisogna uscire dai confini del municipio. Negli ultimi mesi, la maggioranza PD-Lista Guazzora ha più volte richiamato la riduzione dei trasferimenti statali e l’impatto delle politiche di contenimento della spesa pubblica sugli enti locali. A questo si aggiungono costi in crescita, soprattutto per l’energia e per i servizi, che comprimono sempre di più gli spazi di manovra. Un equilibrio già fragile che rischia ora di essere messo ulteriormente sotto pressione da fattori esterni.

La guerra in Iran e le tensioni sui mercati energetici stanno infatti producendo un nuovo aumento dei prezzi del petrolio e del gas, con effetti diretti sull’inflazione. Uno scenario che richiama quanto accaduto nel 2022 con il conflitto tra Russia e Ucraina, quando il rincaro dei costi energetici aveva inciso pesantemente sui bilanci pubblici. Se la tendenza dovesse consolidarsi, anche i Comuni potrebbero trovarsi a fare i conti con nuove spese impreviste e con un rallentamento degli investimenti, a partire proprio dai lavori pubblici.

In questo quadro s'inserisce anche il tema del mutuo del Comune con Cassa Depositi e Prestiti (CDP) per salvare lavori pubblici e manutenzioni – un tema che nei mesi scorsi aveva acceso il confronto politico. L’emergere dell’avanzo apre ora a scenari diversi: evitare nuovo debito oppure utilizzarlo in modo selettivo per finanziare interventi più strutturali. Ma in Consiglio la questione resta aperta, senza prese di posizione definitive, segno che i margini di manovra, nonostante la disponibilità di risorse, restano limitati.

Non mancano, nel frattempo, le critiche. Da tempo opposizione e parte dei cittadini sollevano un dubbio che torna con forza anche di fronte a questo avanzo: si tratta davvero di un segnale di buona gestione o piuttosto del sintomo di una difficoltà a trasformare le risorse in interventi concreti? Le osservazioni riguardano soprattutto la lentezza di alcune opere e la percezione che, a fronte di bisogni ancora evidenti sul territorio, una parte dei fondi resti inutilizzata. Una lettura che la maggioranza respinge, rivendicando invece la scelta di non ridurre i servizi fondamentali, dal sociale alla scuola, anche a costo di rinviare altre spese.

Il quadro che emerge è quindi tutt’altro che lineare. L’avanzo rappresenta senza dubbio un’opportunità, ma anche il riflesso di un sistema che continua a muoversi su un crinale sottile, tra entrate non sempre certe, costi in aumento e una crescente dipendenza da fattori esterni. Più che un punto di arrivo, quei quasi 4 milioni sembrano essere una fotografia momentanea di un equilibrio ancora instabile.

Alla fine, come spesso accade nei bilanci pubblici, il vero nodo non è quanto si ha, ma come si sceglie di utilizzarlo. Saranno le prossime decisioni del Consiglio comunale a dire se questo avanzo diventerà un’occasione per la città o l’ennesimo capitolo di un dibattito che, a San Mauro, è tutt’altro che chiuso.

Il Palazzo Civico

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