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07 Aprile 2026 - 10:55
Il Consiglio dei ragazzi di San Mauro cresce e fa scuola: da Chivasso un invito “speciale”
San Mauro Torinese riparte dai più giovani. E lo fa da uno strumento che, nel tempo, è diventato molto più di un’esperienza simbolica. Il Consiglio comunale dei ragazzi (CCR), attivo in città dal 2014, torna protagonista con l’ultima seduta del 30 marzo, confermando una vitalità che non accenna a diminuire.
Nato oltre dieci anni fa per avvicinare gli studenti alla vita pubblica, il CCR coinvolge i ragazzi delle scuole cittadine in un percorso concreto di educazione civica, confronto e partecipazione. Qui si impara a proporre, discutere, votare e – soprattutto – a confrontarsi con i limiti e le possibilità dell’amministrazione. Un laboratorio che negli anni ha prodotto idee, progetti e anche risultati tangibili.
Lo si era visto chiaramente già nella seduta di febbraio, quando i giovani consiglieri avevano portato sul tavolo temi concreti come aree cani, semafori sonori, comunicazione pubblica e scambi culturali, dimostrando ancora una volta una capacità di lettura del territorio tutt’altro che scontata. Ma è con l’ultima riunione di fine marzo che il CCR ha fatto un ulteriore passo avanti.
Il punto più significativo è senza dubbio l’invito ufficiale del Comune di Chivasso a partecipare al convegno “Spazio ai ragazzi e alle ragazze”. Non una semplice partecipazione, ma un riconoscimento preciso: quello di una realtà definita “di valore”, chiamata a raccontare la propria esperienza «in virtù della straordinaria esperienza maturata del vostro Consiglio comunale dei ragazzi».
Un segnale chiaro: il modello San Mauro funziona e viene osservato anche fuori dai confini cittadini.

Il CCR di San Mauro
Accanto a questo, la seduta del 30 marzo ha portato in aula una serie di proposte concrete, nate nell’ambito del progetto “Connessioni digitali” promosso da Save the Children, a cui partecipa la scuola Pellico. Tra queste, una in particolare ha colpito per forza e significato: la richiesta di realizzare una panchina rossa contro la violenza sulle donne.
«Non vogliamo che sia un pezzo di legno verniciato lasciato in un angolo a prendere polvere – hanno spiegato i ragazzi – vogliamo costruirci intorno qualcosa, prendercene cura». Un messaggio potente, che lega il simbolo alla responsabilità quotidiana.
Sempre dal mondo della scuola arrivano anche proposte più legate alla vita di tutti i giorni, come la richiesta di nuovi spazi sportivi in via Costituzione, con campetti da pallavolo e basket. Un’esigenza concreta, che si intreccia con i problemi già esistenti: campi danneggiati, reti rotte, manutenzioni difficili. Un tema su cui l’amministrazione ha aperto al confronto, pur evidenziando i limiti tecnici e i costi degli interventi.
Ed è proprio su questo punto che emerge uno degli aspetti più interessanti del CCR: la capacità di mettere insieme visione e realtà. Da un lato le richieste dei ragazzi, dall’altro le risposte degli amministratori, in un dialogo che non evita le difficoltà ma le affronta.
In questo senso, il Consiglio dei ragazzi continua a essere una palestra autentica di democrazia. Non solo per chi vi partecipa, ma anche per la città stessa. Perché le proposte che arrivano da questi giovani consiglieri offrono uno sguardo diverso su San Mauro.
Negli anni, il CCR ha affrontato temi che vanno dalla sicurezza stradale alla cura dei parchi, dalla memoria storica alle iniziative sociali. E ogni seduta contribuisce ad arricchire un percorso che, dopo oltre un decennio, si è ormai consolidato come una delle esperienze più significative per i giovani del territorio.
Resta però aperta la sfida più ampia: quella di accompagnare i ragazzi anche dopo questo primo percorso di partecipazione. Ed è qui che s'inserisce la nuova idea della Consulta dei giovani, di cui si è tornato a parlare nelle ultime settimane.
Un progetto ancora in fase di definizione, che punta a coinvolgere la fascia tra i 15 e i 30 anni e a costruire uno spazio stabile di confronto con l’amministrazione. Un passaggio naturale, in qualche modo, per dare continuità a quanto seminato proprio dal CCR.
Perché se è vero che la partecipazione si impara da piccoli, è altrettanto vero che deve poter crescere insieme a chi la vive. E a San Mauro, almeno su questo, la direzione sembra ormai tracciata.
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