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04 Aprile 2026 - 23:36
Kenan Yldiz ai Tre Re di Castellamonte (foto profilo Instagram del ristorante)
Kenan Yildiz cena a Castellamonte e si prende una pausa prima delle “otto finali”. Il presente della Juventus passa anche da qui, tra una tavola apparecchiata in Canavese e una classifica che non lascia più margine.
Venerdì sera, 3 aprile, il talento bianconero è stato ospite del ristorante Tre Re. La conferma arriva dalle immagini pubblicate sabato sui social del locale: Yildiz in completo nero, elegante ma senza ostentazioni, posa insieme al proprietario e allo staff. Poi uno scatto più largo, tra sala e bottiglie alle spalle, con clienti e lavoratori del ristorante. Una presenza che si nota, ma che resta dentro una dimensione quasi familiare.
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Non è un passaggio casuale. Yildiz arriva da giorni intensi: martedì 1 aprile ha contribuito alla qualificazione della Turchia ai prossimi Mondiali, battendo il Kosovo. Un traguardo che mancava da oltre vent’anni e che riporta la nazionale turca sulla mappa del calcio che conta. E dentro quella squadra, oggi, Yildiz è uno dei volti più riconoscibili. Giovane, tecnico, già centrale.
Poi il ritorno a Torino. E la realtà, quella che non concede pause.
Pasqua alla Continassa, allenamenti. Pasquetta allo Stadium contro il Genoa. E soprattutto una stagione che si gioca tutta nelle prossime settimane. «Abbiamo poco margine, non possiamo fare calcoli: serve vincerle quasi tutte», ha detto Luciano Spalletti. Parole nette, che fotografano la situazione senza giri di parole.
La Juventus è lì, al limite della zona Champions. Otto partite. Otto finali, come si ripete da giorni. Ma più che uno slogan è una condizione: sbagliare non è più un’opzione.
Il Genoa di Daniele De Rossi non è un avversario di passaggio. Ha già fatto male a più di una squadra e arriva con una struttura compatta, aggressiva, difficile da leggere. «È il suo Genoa, si vede», ha riconosciuto lo stesso Spalletti.
In questo contesto, Yildiz si prepara a prendersi spazio. Si va verso un tridente con Conceição e Boga, mentre Vlahovic resta una carta da partita in corso. Il turco, invece, è sempre più dentro il gioco della squadra. Non più solo promessa, ma soluzione.
Nel mezzo, una pausa che racconta anche il territorio. Ai Tre Re, tra i piatti della casa, Yildiz potrebbe aver scelto un risotto agli asparagi o un carciofo con uovo pochè e spuma di parmentier, magari chiudendo con una creme brûlée al pistacchio e mortadella croccante. Cucina che tiene insieme tradizione e ricerca, come da storia del locale.

Il selfie con lo staff del ristorante Tre Re
E proprio qui sta il punto. Il Tre Re, che da oltre un secolo incrocia storie di politica, industria, cultura e sport, aggiunge un altro nome al suo registro informale. Da Einaudi a Olivetti, da scrittori e artisti fino ai calciatori: cambia il tempo, non la funzione.
Il Canavese continua a essere attraversato. Anche quando sembra ai margini.
E allora quella cena non è solo una curiosità. È una fotografia: un giovane talento che festeggia un traguardo internazionale, una squadra che si gioca tutto, un territorio che resta lì, sullo sfondo ma mai fuori scena.
Il resto si vedrà lunedì. Sul campo, dove le pause non esistono più.
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