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La prima casa sulla Luna nascerà a Torino: ecco come vivranno gli astronauti

Dal Piemonte allo spazio: entro il 2034 il modulo lunare che cambierà le missioni verso Marte

Torino costruirà la prima casa lunare: il nido italiano per le missioni Artemis

Torino costruirà la prima casa lunare: il nido italiano per le missioni Artemis (foto generata dell'AI)

La prima vera casa sulla Luna sarà progettata e costruita a Torino. Un progetto ambizioso che guarda al futuro dell’esplorazione spaziale e che porterà il capoluogo piemontese al centro delle missioni internazionali del programma Artemis.

Il modulo abitativo, destinato a ospitare gli astronauti sulla superficie lunare, sarà realizzato da Thales Alenia Space, joint venture tra Thales e Leonardo, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). L’obiettivo è sviluppare un ambiente pressurizzato, denominato Multi-Purpose Habitat, in grado di garantire la sopravvivenza umana durante le permanenze sulla Luna.

La struttura sarà progettata per accogliere due astronauti impegnati nelle missioni previste nel Polo Sud lunare, con permanenze variabili tra i sette e i trenta giorni. La durata operativa del modulo sarà di almeno dieci anni, periodo durante il quale potrà essere utilizzato dalle agenzie coinvolte negli accordi Artemis, anche in vista di future missioni su Marte.

Dal punto di vista tecnico, la “casa lunare” avrà dimensioni contenute ma funzionali: circa 7 metri di lunghezza e 2,5 metri di altezza. Sarà progettata per resistere a condizioni estreme, con escursioni termiche che vanno da -250 a +130 gradi. Prima dell’accesso all’interno, sarà necessario un processo di decontaminazione per proteggere gli astronauti da radiazioni e polveri lunari.

All’interno, gli spazi saranno organizzati per rendere la permanenza il più possibile simile alla vita sulla Terra. Il modulo sarà strutturato come un lungo corridoio che comprenderà aree di lavoro, zone per il riposo, spazi per la ristorazione e un bagno. Gli astronauti potranno muoversi su un pavimento, lavorare seduti e dormire in posizione orizzontale, grazie alla presenza della gravità, seppur ridotta.

Non è prevista una vera e propria camera da letto: gli spazi saranno adattabili, con materassini utilizzabili per il riposo. Saranno presenti anche superfici operative per esperimenti scientifici e attività di manutenzione, oltre a sezioni dedicate ai dispositivi tecnologici necessari per le missioni.

Il modulo includerà inoltre pannelli fotovoltaici per la produzione di energia e sistemi avanzati per la gestione dei rifiuti, elemento fondamentale per garantire la sostenibilità della permanenza nello spazio. Anche il bagno sarà progettato per offrire soluzioni funzionali, pur adattate alle condizioni lunari e alle tecnologie già sviluppate nelle missioni spaziali.

Il progetto, che sarà completato entro il 2034, rappresenta un passo cruciale verso la presenza stabile dell’uomo sulla Luna e, in prospettiva, verso le future missioni su Marte. Ancora una volta, Torino si conferma uno dei poli internazionali più importanti nel settore aerospaziale.

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