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03 Aprile 2026 - 19:30
C’è un edificio che, più di altri, racconta la memoria di Lanzo Torinese. Muri che hanno visto passare generazioni, storie di cura, di attesa, di vita quotidiana. Per anni è rimasto lì, silenzioso, chiuso, sospeso. Ora, però, l’ex ospedale Mauriziano torna a respirare. E lo fa con il rumore dei cantieri, con i primi interventi, con un progetto che guarda lontano.
Sono partiti in questi giorni i lavori di riqualificazione e restauro conservativo di uno degli immobili più simbolici del centro storico. Un intervento atteso, discusso, rimandato, che oggi entra finalmente nella fase operativa. Non è solo un recupero edilizio: è un cambio di destino. Da luogo della sanità a polo della cultura e della formazione, con l’ambizione di diventare un punto di riferimento per tutta l’area.
Il cantiere segna l’avvio del primo lotto di ristrutturazione, per un investimento complessivo di circa 1 milione e 400mila euro. A occuparsene sarà l’impresa Rigas Srl, che ha già avviato le operazioni preliminari. Un intervento reso possibile da un incastro di risorse pubbliche: un milione di euro dalla Regione Piemonte, attraverso un accordo di programma, e 434mila euro messi sul tavolo dal Comune di Lanzo. Di questi, 160mila euro arrivano da fondi già disponibili, mentre la parte restante sarà coperta con un mutuo. Un investimento vero, concreto, che dice molto sulla volontà di non lasciare più quell’edificio nel limbo.
Ma il cuore del progetto è ciò che accadrà dentro quelle mura.
Al piano strada nasceranno le “Officine dei Sapori”, un nome che già racconta una visione: non solo spazi, ma contenuti. Aule didattiche, percorsi formativi, attività legate alla cultura gastronomica e alle produzioni del territorio. Un luogo dove si studia, si sperimenta, si tramanda. Dove la tradizione incontra la formazione. Dove il sapere diventa anche fare.
Accanto a questo, sale di lettura collegate alla biblioteca, ambienti pensati per lo studio e l’approfondimento, in dialogo con il sistema culturale cittadino. L’idea è quella di creare uno spazio aperto, accessibile, vissuto: non un contenitore statico, ma un luogo in movimento, capace di attrarre studenti, appassionati, operatori del settore.
«Con l’avvio di questo cantiere compiamo un passo importante nel percorso di recupero e valorizzazione del nostro patrimonio storico», sottolinea il sindaco Fabrizio Vottero. «L’ex ospedale Mauriziano è un edificio simbolo non solo per Lanzo, ma per tutto il territorio. Il suo recupero rappresenta un investimento sul futuro della città». Parole che tengono insieme passato e prospettiva. Perché qui non si tratta solo di restaurare, ma di ridare senso a un luogo.
L’obiettivo è chiaro: restituire alla comunità uno spazio vivo, capace di parlare alle nuove generazioni senza tradire la propria identità. Un punto d’incontro tra cultura, formazione e valorizzazione delle eccellenze locali. Un luogo dove le tradizioni non vengono musealizzate, ma rimesse in circolo.
L’intervento si inserisce in un disegno più ampio. Il 2026, per Lanzo, è l’anno delle opere pubbliche: riqualificazione degli spazi storici, potenziamento dei servizi culturali e formativi, attenzione al patrimonio. Una strategia che punta a rafforzare il ruolo della città, rendendola più attrattiva e più funzionale alle esigenze di oggi.
E allora il cantiere del Mauriziano non è solo un cantiere. È un segnale. È il momento in cui un edificio smette di essere un problema e torna a essere una risorsa. È il passaggio, concreto, tra ciò che era e ciò che può diventare.
Tra qualche mese, al posto delle impalcature ci saranno persone. Studenti, docenti, cittadini. Voci, idee, progetti. E forse è proprio questo il risultato più importante: trasformare un luogo fermo in uno spazio che genera movimento.
Lanzo riparte anche da qui. Da un edificio che torna a vivere. E da una scommessa che profuma di futuro.
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Il sopralluogo di un anno fa
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