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Cronaca

Prostituzione in pieno giorno a Nichelino e Beinasco tra parchi e tangenziali...

Dal Parco “I Tronchi” alle rotatorie di Borgaretto e della tangenziale: un fenomeno presente da oltre vent’anni. I cittadini denunciano degrado e assenza di interventi

Prostituzione in pieno giorno a Nichelino e Beinasco tra parchi e tangenziali...

Prostituzione in pieno giorno a Nichelino e Beinasco tra parchi e tangenziali...

Non solo nelle ore notturne o in zone periferiche: la prostituzione torna a manifestarsi in pieno giorno anche in luoghi pubblici frequentati quotidianamente da famiglie, anziani e bambini. È quanto emerge da una segnalazione verificata che riporta alla luce una situazione di degrado ormai radicata sul territorio.

Il caso più emblematico riguarda il Parco pubblico “I Tronchi”, dove – secondo riscontri raccolti – la presenza di prostitute sarebbe visibile anche durante le ore diurne, a pochi metri da panchine occupate da cittadini e aree utilizzate da famiglie. Una convivenza forzata che solleva preoccupazione tra i frequentatori del parco, trasformando uno spazio nato per la socialità in un luogo percepito come insicuro.

Ma il fenomeno non si limita alle aree verdi. Episodi analoghi sono stati accertati anche lungo alcune direttrici ad alta percorrenza: in particolare nelle vicinanze delle rotatorie della circonvallazione di Borgaretto, nel territorio di Beinasco, e nei pressi della rotonda principale della tangenziale di Torino, nel comune di Nichelino. Zone di traffico intenso dove la presenza stabile di prostitute contribuisce a rafforzare una percezione diffusa di abbandono e mancanza di controllo.

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A rendere ancora più critica la situazione è l’assenza di risposte istituzionali. Diversi cittadini avrebbero segnalato più volte il problema ai Comuni competenti attraverso e-mail e comunicazioni formali, senza ottenere riscontri né interventi concreti. Un silenzio che pesa e che, secondo i residenti, alimenta la sensazione di essere lasciati soli davanti a un fenomeno ormai cronico.

Non si tratta infatti di un’emergenza recente. Le prime segnalazioni risalgono ai primi anni Duemila: quasi venticinque anni durante i quali il problema si sarebbe progressivamente consolidato, senza che venissero adottate misure efficaci e durature per contrastarlo.

La vicenda riapre inevitabilmente il tema della gestione del territorio e della tutela degli spazi pubblici. Da un lato la richiesta di maggiore sicurezza e decoro urbano, dall’altro la necessità di affrontare un fenomeno complesso che coinvolge aspetti sociali, economici e di ordine pubblico.

Intanto, tra i cittadini cresce l’esasperazione. E mentre le segnalazioni continuano ad accumularsi, resta una domanda: chi deve intervenire – e soprattutto quando?

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